Lo scorso anno abbiamo avuto la fortuna di esplorare una delle isole più incantevoli d’Europa, l’Islanda.
Abbiamo descritto la nostra avventura nel dettaglio in questo articolo (link).
Affascinati dalla natura selvaggia e dal clima nordico, quest’anno abbiamo deciso di spingerci ancora più a nord per scoprire un altro gioiello nordico: le spettacolari Isole Lofoten, in Norvegia.

Un Viaggio di Quattro Giorni nelle Isole Lofoten 

In questa guida, vi porteremo ad esplorare le meraviglie delle Isole Lofoten in un viaggio di quattro giorni tra i maestosi fiordi dalle cime mozzafiato, includendo inoltre spiagge di sabbia bianca che farebbero invidia alle Baleari, se non fosse per il clima un po’ più freddo!
Scoprirete i migliori percorsi di trekking, i pittoreschi villaggi di pescatori e le attività imperdibili per un’esperienza autentica e indimenticabile.


TIPS

Clima

Visita alle Isole Lofoten in Estate:
Abbiamo visitato le Lofoten durante la prima settimana di giugno, un periodo ideale per godere del clima estivo.
Le temperature medie variano tra gli 11°C e i 15°C, con picchi di 23°C, che creano un’atmosfera fresca ma temperata.
Durante questa stagione, potrete inoltre vivere l’incanto del sole di mezzanotte, che illumina il paesaggio per l’intera durata del giorno, offrendo lunghe giornate perfette per esplorare la natura incontaminata.

Visita alle Isole Lofoten in Inverno: 
Se pensate invece di visitare le Lofoten in inverno, il clima è molto freddo. 
Le temperature medie vanno da 1°C a 4°C da gennaio a marzo, con frequenti nevicate. 
In questo periodo, le isole sono avvolte da un’atmosfera magica, ideale per ammirare l’aurora boreale. Tuttavia, il vento forte e le tempeste di neve possono rendere le condizioni di viaggio più impegnative. 

In ogni caso, che scegliate di visitare le Lofoten in estate per il sole di mezzanotte o in inverno per l’aurora boreale, siamo certi che queste isole sapranno regalarvi grandissime emozioni! 

Trasporti

Raggiungere le Isole Lofoten può sembrare un’impresa, ma con la giusta pianificazione, non sarà poi così difficile.
Per il nostro viaggio, abbiamo scelto di partire dall’aeroporto internazionale Orio al Serio di Bergamo, volando con Ryanair verso Oslo (Torp).
Sì, è vero… se qualcuno già la conosce, Torp è una città distante dal centro di Oslo, (circa 1:30 h di viaggio), ma vi assicuro che è ben connessa con la capitale, grazie ai comodi bus da turismo: i “Torp Ekspressen FB125”, che partono ad ogni ora.
Il biglietto costa 25 €, un prezzo accessibile per un servizio davvero efficiente.
Una volta arrivati nel centro di Oslo, il nostro consiglio è quello di approfittarne per una giornata per esplorare la vibrante capitale norvegese.
Oslo è una città ricca di storia e cultura, perfetta da esplorare a piedi.
Per proseguire il viaggio verso le Lofoten, bisognerà poi raggiungere l’aeroporto principale di Oslo, Gardermoen.
Per arrivarci, è presente un treno diretto, il Flytoget, che parte ogni dieci minuti dal centro città.
Veloce, pratico e confortevole, questo treno è la scelta migliore per arrivare in aeroporto agevolmente.
Da Gardermoen, potete prendere un volo diretto verso uno degli aeroporti del nord come Bodø (BOO), Tromsø (TOS), Leknes (LKN) o Harstad/Narvik (EVE).

Noi abbiamo scelto Harstad/Narvik.
Diverse compagnie aeree operano questi voli interni, così abbiamo scelto la compagnia di bandiera Norwegian, che offriva le tariffe più convenienti.

Il nostro consiglio è questo:
Se partite dall’Italia e trovate un volo diretto per l’aeroporto principale di Gardermoen, risparmierete un bel po’ di tempo. Considerate questa opzione per un viaggio ancora più agevole e rapido, sempre se i costi non risultano eccessivi.

Dove dormire

Trovare l’alloggio perfetto è fondamentale per godersi appieno l’esperienza nella capitale norvegese. Oslo, come tutte le grandi città, offre una vasta gamma di opzioni per dormire, adatte ad ogni tipo di gusto e budget. Per il nostro soggiorno, abbiamo scelto un hotel con posizione centrale, così da minimizzare gli spostamenti e poter raggiungere facilmente il centro città a piedi. La vicinanza alla stazione centrale è stata un grande vantaggio, soprattutto per il trasferimento verso l’aeroporto di Gardermoen, previsto per il giorno successivo. Abbiamo soggiornato presso il Citybox Hotel, dove abbiamo trovato un ambiente pulito, moderno e tecnologico. Il check-in automatizzato, effettuato traimite un codice PIN inviato prima dell’arrivo, ha reso l’esperienza ancora più comoda.
Se cerchi anche tu un alloggio centrale che unisce comfort, convenienza e tecnologia, possiamo afferamare che il Citybox Hotel potrebbe essere la scelta perfetta per te.


Il nostro Tour

1° Giorno – Oslo

Oslo, la vibrante capitale della Norvegia, è una città che unisce natura, cultura e storia in un mix affascinante e unico.
Situata tra le acque del fiordo di Oslo, la metropoli scandinava offre una vasta gamma di attrazioni per soddisfare tutti i gusti. Che tu sia un amante dell’arte, un appassionato di storia o un avventuriero alla ricerca di esperienze all’aria aperta, Oslo ha sempre qualcosa da offrirti.
Passeggiando per le sue strade, è facile imbattersi in gallerie d’arte, musei e ristoranti che servono piatti tipici norvegesi con un tocco moderno e innovativo.
Un punto di riferimento culturale imperdibile è il Museo Nazionale, dove è possibile ammirare opere di artisti norvegesi famosi, tra cui il celebre dipinto “L’Urlo” di Edvard Munch, uno dei simboli più iconici della Norvegia.

Il cuore pulsante della città è Karl Johans Gate, ovvero la via principale. Passeggiando lungo questa strada, che collega la stazione centrale al Palazzo Reale, si possono scoprire negozi eleganti, caffè accoglienti, ristoranti raffinati e alcuni degli edifici simbolo della capitale norvegese.

Il Palazzo Reale 
Costruito nel 1849, il palazzo è la residenza ufficiale dei monarchi norvegesi e rappresenta un esempio magnifico di architettura neoclassica.
Non è solo una residenza; è un luogo ricco di storia e tradizione, qui infatti ogni giorno si riversano centinaia di turisti che si radunano per assistere al cambio della guardia, una cerimonia che riflette la lunga tradizione reale norvegese.

L’Opera House di Oslo 
Ovviamente non potevamo non vedere, almeno dall’esterno, la famosissima Opera House di Oslo. Questo capolavoro architettonico moderno sembra emergere dalle acque del fiordo come una spettacolare scultura bianca.
Ospita spettacolari produzioni di opera e balletto, accoglienti spazi pubblici con viste mozzafiato sul fiordo, caffè e ristoranti.
Inoltre, è presente una rampa che permette di salire sul tetto e godere una vista panoramica sulla città.


2° Giorno – Verso le Lofoten

Una volta atterrati all’aeroporto di Harstad/Narvik (EVE), un piccolo aeroporto militare, ci siamo diretti al centro di noleggio auto “Europcar”, situato direttamente nell’area di ritiro bagagli.
Raggiunto il parcheggio di fronte all’aeroporto, abbiamo trovato l’auto e siamo partiti ufficialmente per la nostra avventura nelle isole Lofoten.
L’obiettivo della giornata era raggiungere Stamsund, un piccolo paesino delle isole Lofoten, dove avremmo soggiornato nei giorni successivi.
Per arrivarci, abbiamo impiegato circa 3 ore e 35 minuti di viaggio.
Ma perché abbiamo scelto proprio Stamsund?
Abbiamo deciso di pernottare qui perché, pur non offrendo molte attrazioni turistiche, il paesino è in una posizione strategica per i vari spostamenti da fare nei giorni successivi.
Essendo situato al centro delle isole Lofoten, permette di raggiungere rapidamente sia il nord che il sud dell’arcipelago.

Dove abbiamo dormito?  
Non posso che consigliarvi il bellissimo appartamento di Janne, disponibile su Airbnb.
Dirvi che vi sentirete come a casa è dire poco… Completamente attrezzato, questo splendido appartamento ristrutturato offre tutti i comfort necessari per le vostre vacanze.
Per qualsiasi esigenza, gli host sono a pochi passi dall’abitazione, in caso di necessità o richieste di informazioni saranno da voi velocemente

Non a caso, è votato come uno degli Airbnb più apprezzati dagli ospiti.

 Per arrivarci, percorrerete la strada principale E10, che è considerata una delle strade più belle al mondo. Considerato ciò, alcune soste lungo il percorso sono obbligatorie, vediamole assieme:

Lødingen: 
A solo un’ora e dieci minuti di strada, ci siamo fermati nel pittoresco villaggio di Lødingen, situato all’estremità meridionale delle isole Vesterålen.
Questo luogo incanta per la sua tranquillità e la natura mozzafiato che lo circonda.
Passeggiando per Lødingen, si percepisce subito l’atmosfera rilassata e accogliente tipica dei villaggi nordici: le strade sono tranquille, Il ritmo della vita qui è lento e pacifico, perfetto per chi cerca una pausa dalla frenesia quotidiana.
Appunto cercando una pausa dalla giornata piuttosto frenetica, abbiamo deciso di immergerci completamente in questa atmosfera per noi a volte ahimè surreale, dirigendoci al Lødingen Lighthouse, il faro di principale del villaggio.
Qui, abbiamo potuto ammirare una vista spettacolare sulle acque del fiordo di Ofotfjord e sulla costa settentrionale norvegese, mentre ci gustavamo un meritato spuntino.

Nel pomeriggio abbiamo continuato il nostro viaggio, fermandoci questa volta a Henningsvær, meglio conosciuta come la “Venezia delle Lofoten”.
Questo pittoresco villaggio si trova su una serie di isolotti collegati da ponti alti e scenografici, circondato da maestose montagne e acque cristalline.

Il fascino di Henningsvær risiede nella sua posizione unica e nella bellezza naturale che la circonda. Uno dei motivi principali per cui ho voluto fermarmi qui è stato per vedere l’Henningsvær Stadium, uno dei campi da calcio più iconici al mondo.
Arrivati sin qui, potreste pensare che si tratti solo di un piccolo campo da calcio circondato dall’acqua… dopotutto, che stadio è senza tribune e con l’erba sintetica?
Capirete perché tanti fotografi sono attratti da questo luogo, se avete un drone infatti, alzatelo, e ammirerete una vista spettacolare: un campo da calcio incastonato tra l’oceano e le rocce. Un’immagine che sembra uscita da un dipinto.

E mi sentirei di dire che, con molta probabilità, questo potrebbe essere uno dei campi da calcio più belli del mondo.
Successivamente ci siamo diretti presso il nostro appartamento, per una bella doccia e per riposarci un po’ dal lungo viaggio, preparandoci per l’indomani ricco di nuove avventure. 

3° Giorno

Il risveglio dopo la “notte” è stato piuttosto strano, non eravamo abituati a vedere la luce per tutto il tempo.
Qui, infatti, la notte sembra essere ancora più luminosa rispetto alla nostra esperienza in Islanda.
Pronti per una nuova avventura, dopo una buona colazione, la prima tappa della giornata è stata Haukland Beach, situata sulla costa occidentale dell’isola di Vestvågøy, a circa 30 minuti di auto dal nostro B&B.

Una volta arrivati, sulla sinistra troverete un comodo parcheggio con servizi e un’area picnic, entrambi gratuiti.
Attraverso un percorso ben battuto, si arriva ad una delle spiagge più iconiche delle Lofoten. Caratterizzata da sabbia bianca e fine, e da un’acqua di sorprendente colore turchese, questa spiaggia è circondata da imponenti montagne che regalano un paesaggio mozzafiato.
Sembrava quasi di essere sbarcati in un episodio della serie Lost!
Essendo una meta popolare, Haukland Beach attira molti turisti e fotografi, affascinati dalla bellezza del panorama circostante.

Haukland Beach è perfetta per attività all’aperto come trekking, kayak e nuoto (per i più coraggiosi, viste le temperature dell’acqua!). Dopo aver ammirato il paesaggio, si può percorrere un sentiero pianeggiante che, in circa un’ora di cammino, circonda la montagna Mannen.

 Durante la passeggiata, potrete ammirare il mare e, con un po’ di fortuna, fare incontri ravvicinati con pecore e capre libere, fino a raggiungere Uttakleiv Beach, un’altra spiaggia non da meno della prima in quanto a bellezza. 

Per il ritorno, potete riprendere lo stesso sentiero o, in alternativa, dalla spiaggia di Uttakleiv seguire la strada principale, attraversando un tunnel che vi riporterà al parcheggio principale. 


Continuando il nostro itinerario, la successiva tappa del giorno prevedeva la visita di un’altra spiaggia: Unstad Beach, la spiaggia per eccellenza dei surfisti.
Non potevamo andarci però, senza prima passare per il bellissimo Unstad Arctic Surf, a pochi passi dalla spiaggia: un risto-bar a tema surf, dove potrete concedervi un buon pranzo o una colazione con cinnamon rolls e/o avocado toast di eccellente prelibatezza.

Nel primo pomeriggio, abbiamo iniziato la discesa verso sud, fermandoci a Nusfjord, uno dei paesi più ben conservati della regione, che offre un assaggio autentico della vita tradizionale norvegese.

Fondata nel 1840, Nusfjord è stato un importante centro per la pesca del merluzzo, il pilastro dell’economia locale per secoli.Oggi Nusfjord è un sito patrimonio dell’UNESCO, grazie al suo eccezionale stato di conservazione e all’importanza storica.
Le caratteristiche architettoniche del villaggio includono case in legno rosso, dette anche Rorbu, e un suggestivo porticciolo che sembra uscito da una cartolina.Passeggiando per le stradine strette, è facile farsi trascinare dalle sensazioni di vivere nel passato, immaginandosi così la vita quotidiana che animava queste vie. Arrivati in centro al paese, troverete alla vostra sinistra l’ingresso “a pagamento” che vi condurrà nel villaggio dei residenti, fino ad arrivare al porticciolo ancora attivo, dove sono presenti le barche dei pescherecci.Un altro punto molto bello da vedere è il punto panoramico in cima all’antenna radio: all’incrocio posto all’entrata del villaggio, proseguite dritti fino ad arrivare al parcheggio sterrato.
Da qui parte un breve sentiero in salita che vi condurrà al punto più esposto sul porticciolo, offrendovi una vista unica sul villaggio.

Dopo esserci goduti la meravigliosa vista, e grazie alla luce presente fino a tardi, tipica di questa stagione in Norvegia, possiamo continuare il nostro percorso verso sud, facendo tappa ad Hamnøy, il villaggio “cartolina” delle Lofoten.

Il villaggio è caratterizzato da spettacolari montagne che si ergono a picco sul mare e dalle Rorbu.

Fondato nel XIX secolo, Hamnøy ha una lunga tradizione legata alla pesca, che è stata da sempre la principale attività economica del villaggio.
Le sue stradine tranquille, le case storiche e il porto vivace creano un’atmosfera incantevole e rilassante.
Situato in una posizione privilegiata, il villaggio offre spettacolari viste sulla catena montuosa delle Lofoten e sulle acque limpide che lo circondano.
Un’attrazione imperdibile è il famoso ponte che collega Hamnøy all’isola di Moskenesøy, non serve nemmeno che vi dica dove si trova, una volta arrivati ve ne accorgerete subito.

Passeggiando per Hamnøy, i visitatori possono immergersi in un’atmosfera di pace e bellezza naturale, esplorare le tradizioni locali e apprezzare la semplicità e l’autenticità di un villaggio che ha saputo preservarsi nel tempo.

Per i fotografi e per gli appassionati di fotografia in generale, poco più avanti, superato il ponte principale, presso la vostra destra, potrete vedere la famosissima casetta gialla:

Dopo tante ore passate in auto, avevamo proprio bisogno di sgranchirci un po’ le gambe.
E quale miglior modo se non affrontare il famoso sentiero di Reinebringen?
Questa è una delle montagne più iconiche delle Isole Lofoten, situata vicino al villaggio di Reine.
La vista che si apre sui fiordi e sulle maestose montagne circostanti, la rende una meta obbligatoria per gli escursionisti.
Per proteggere il terreno dall’erosione, sono stati costruiti oltre 1.500 gradini in pietra, rendendo la salita più sicura.

Nonostante ciò, il percorso rimane piuttosto impegnativo, con tratti ripidi che mettono alla prova le gambe.
Una volta in cima, però, il panorama che vi attende è semplicemente mozzafiato: il villaggio di Reine, il fiordo di Kirkefjord e le acque scintillanti dell’oceano Atlantico si dispiegheranno davanti ai vostri occhi.

Affrontare il trekking a Reinebringen richiede una buona forma fisica, ma il magnifico scenario che si apre alla vetta vi ripagherà di ogni sforzo.
Il momento migliore per affrontare il sentiero è sicuramente all’alba o al tramonto, quando la luce dorata sull’arcipelago crea un’atmosfera magica.
E se la visiterete durante l’inverno, potreste avere la fortuna di ammirare pure l’aurora boreale.
Qui vicino, è situato l’incantevole villaggio di Reine, che non abbiamo potuto visitare, ma che merita sicuramente una sosta.
Volendo, qui potreste fare ulteriori esperienze come una gita in kayak attraverso i fiordi, oppure, un’escursione in barca a Kirkefjord o Bunes Beach dove verrete portati in luoghi perfetti per chi ama la natura incontaminata.

4° Giorno

Una delle tappe più suggestive del 4°giorno, è stata la visita alla Flakstad Church, una delle chiese più antiche delle isole Lofoten.

Situata nella pittoresca cittadina di Flakstad, questa chiesa in legno rosso spicca per la sua semplicità e il fascino tradizionale.
Costruita nel XVIII secolo, la Flakstad Church è un raro esempio di architettura sacra norvegese ancora in piedi. La tranquillità che si respira attorno ad essa, unita al paesaggio che la circonda, la rende un luogo perfetto per una pausa riflessiva in pieno silenzio.

Dopo la visita alla Flakstad Church, ci siamo avventurati verso un altro dei sentieri più conosciuti delle Lofoten: quello che conduce al Ryten Viewpoint Rock.
Il sentiero parte da Fredvang, dove è presente un ampio parcheggio a pagamento.

Il sentiero è ben segnalato, ed offre sin da subito panorami spettacolari, come per esempio la vista mozzafiato sulla spiaggia di Kvalvika, con la sua sabbia bianca incastonata tra le montagne e le acque turchesi dell’oceano. Il contrasto tra il mare e il verde che la circonda, la rende talmente suggestiva da farci fermare più volte per ammirarla e scattare qualche foto ricordo.

Purtroppo, una volta arrivati in cima, siamo stati accolti dalla nebbia.
Non vi nego che è stata un po’ una delusione, ma quest’escursione rimane comunque una delle più belle del nostro viaggio grazie alle viste visibili anche lungo il percorso. Se le condizioni sono favorevoli, il panorama dalla cima è sicuramente uno dei più belli delle Lofoten, e vale ogni passo compiuto lungo questo sentiero.

Con la bussola ancora puntata verso sud, ci siamo messi in viaggio verso Å, uno dei villaggi più meridionali delle isole Lofoten.
Il percorso, dura circa 30 chilometri e una volta arrivati ad Å, che in norvegese significa “piccolo fiume”, abbiamo subito notato la sua bellezza semplice e autentica.
Curiosamente, Å è sia l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese, sia l’ultimo villaggio delle Lofoten. Lo potrete raggiungere seguendo la Strada Europea E10, che in quel tratto prende il nome di Strada di Re Olav. All’ingresso del villaggio abbiamo trovato un comodo parcheggio gratuito, da cui è iniziata la nostra esplorazione a piedi.  

Uno degli aspetti più affascinanti, è stato osservare le barche dei pescatori che partivano e attraccavano al porto, offrendo una vera e propria finestra sulla vita quotidiana di questo antico villaggio. 
Passeggiare tra i vicoli stretti poi è stato un vero piacere: ci siamo persi tra le case colorate e i piccoli pontili, godendo della tranquillità del luogo. 
Non abbiamo mancato di fermarci al viewpoint sulle scogliere, da cui si gode di una vista spettacolare sull’oceano.    

Anche se non abbiamo visitato il Museo dello Stoccafisso, ve la consigliamo come attrazione interessante per chi desidera conoscere meglio la storia della pesca locale e la lavorazione di questo prodotto così importante per la regione, importato in tutto il mondo. 

5° Giorno

L’ultima intera giornata alle Lofoten, l’abbiamo interamente dedicata a Svolvær, dove abbiamo percorso Il Fløya Trail Head.  

Il percorso 
Il trekking ha un’ascesa relativamente impegnativa, soprattutto nella parte finale.  
È un percorso piuttosto ripido, con alcuni brevi tratti che richiedono l’uso delle mani per arrampicarsi sulle rocce, ma è accessibile a chi ha una buona condizione fisica e una certa esperienza con le camminate in montagna. Onestamente non mi sento di consigliarlo a chi soffre molto di vertigini. 
Uno dei punti salienti del sentiero è il passaggio per la Djevelporten, un grande masso sospeso tra due pareti di roccia, che offre una vista spettacolare e una tappa perfetta per una foto ricordo adrenalinica. 

Da qui, il sentiero continua via via fino alla cima di Fløya, dove la ricompensa è una vista panoramica a 360 gradi su Svolvær, sul Vestfjorden e sulle montagne circostanti. 

Cosa aspettarsi 

Durata: Il trekking fino alla cima di Fløya dura circa 3-4 ore andata e ritorno, a seconda del ritmo e delle soste lungo il percorso. 
Difficoltà: Il sentiero è considerato di media difficoltà, con alcuni tratti tecnici verso la cima, ma niente di impossibile. 

Panorami: Dalla cima di Fløya si può ammirare un’incredibile vista su Svolvær, il mare, le isole vicine e le cime montuose che si stagliano all’orizzonte. 

Consigli: 

Attrezzatura: È fondamentale avere scarpe da trekking robuste, poiché in alcuni tratti del sentiero, ci possono essere delle zone ghiacciate, e quindi scivolose. È sempre importante andare cauti, ma soprattutto essere ben attrezzati! 

Condizioni meteo: Le condizioni climatiche nelle Lofoten possono cambiare rapidamente, quindi è consigliabile controllare il meteo prima di partire e portare con sé abbigliamento adatto a vento e pioggia. 

L’esperienza sul Fløya Trail Head è una delle migliori delle Lofoten, ed arrivare alla cima di Fløya, circondati dalla natura selvaggia delle Lofoten, regala un senso di pace e meraviglia difficili da descrivere, che vi renderà orgogliosi delle fatiche spese per giungere fino alla cima. 

Una volta scesi dal Fløya, ci siamo concessi un pomeriggio di “relax” per esplorare Svolvær, la città principale delle isole Lofoten. 
Affaticati dall’escursione, abbiamo passeggiato lungo le vie di questa località marittima, famosa per l’atmosfera accogliente e gli scorci pittoreschi. 
Abbiamo perlustrato un paio di negozi di souvenir, dove è possibile trovare oggetti artigianali tipici delle Lofoten: dagli articoli in lana norvegese, ai gioielli realizzati con materiali locali, fino agli immancabili prodotti a base di stoccafisso. 
Tra le altre cose da vedere a Svolvær c’è la statua del Pescatore Lofoten, un omaggio ai pescatori che hanno plasmato la storia e la cultura di queste isole. 

Purtroppo come sempre, le cose belle finiscono ed è giunta velocemente sera. 
Il giorno dopo abbiamo fatto ritorno prima con un volo da Narvik verso Oslo, e successivamente con un altro volo da Oslo all’Italia. 
Posso dire con certezza che le Isole Lofoten rappresentano un angolo di paradiso incontaminato. Ogni paesaggio visto racconta una storia di armonia perfetta tra uomo e natura, permettendo di immergersi completamente nell’autentica vita norvegese di un tempo.  
Abbiamo apprezzato i pittoreschi villaggi di pescatori, le tipiche casette rosse, i porticcioli, ma ancor di più le avventure all’aria aperta che ci hanno dato la possibilità di esplorare il cuore selvaggio di queste isole, regalandoci emozioni e panorami che rimarranno indelebili nella memoria. Un altro aspetto positivo delle Lofoten è che, almeno nel periodo in cui le abbiamo visitate noi (inizio giugno), non erano affollate dai turisti, e questo è davvero raro al giorno d’oggi. 

Che si tratti di camminare lungo sentieri panoramici, di esplorare villaggi storici o di immergersi nella cultura locale, le Lofoten sono un viaggio che non può far altro che riempirvi occhi e cuore.