Una città a dir poco magica che conquista il cuore fin dal primo istante. C’è chi la adora e chi la detesta, ma una cosa è certa: una volta visitata, è impossibile dimenticarsene!

“Ma cosa c’è da vedere a New York? Tanto è una città come le altre.”

Quante volte abbiamo sentito questa affermazione? Ancora oggi, ogni volta che la sento, rimango contrariato.
Eppure ce ne sono tante di persone che la pensano così, la maggior parte delle quali non comprende quali emozioni riesca letteralmente rovesciarvi addosso un luogo di questo tipo.

Ad oggi non è mai stato così facile organizzare un viaggio a NY e ormai penso possa essere veramente alla portata di tutti.

Credo semplicemente che al mondo siano pochi i luoghi aventi la capacità di rilasciarvi quella scarica di adrenalina e di stupore che potreste sperimentare solo nei film.
Sì perché New York non è solamente una città, ma è un set a cui tutti possono accedere e creare la versione cinematografica della propria vita.
Basta camminare per le strade di Manhattan e subito vi sembrerà di essere protagonisti di uno di quei vecchi film o serie anni ‘90 con i quali siamo cresciuti, vedi Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York o Sex and the City.

Non scherzo quando dico che appena atterrati e usciti per la prima volta dalla metro nei pressi di Radio City siamo stati sbalzati in un mondo totalmente diverso da quello a cui siamo abituati.

Creare questa guida per me non è semplicemente scrivere una lunga lista di cose o luoghi da vedere, ma è cercare di lasciarvi tutte le emozioni che ho provato in questa settimana di viaggio. 

Emozioni che difficilmente proverò in un altro luogo.


TIPS

Clima

Il clima a New York può essere molto variegato e dipende molto dal periodo scelto per organizzare il viaggio.

Le stagioni si differenziano tra loro come non mai in questa zona degli States:

  • Inverno (Dicembre – Marzo): il periodo più freddo e ventoso con temperature che scendono a -10°C e con possibili bufere di neve. Di certo è un ottimo periodo se volete organizzare un viaggio natalizio, e quale luogo è più adatto di questo? Sappiate però che potreste trovare qualche inconveniente dovuto al meteo e che durante le vostre camminate esplorative sarete costantemente bombardati da temperature molto basse.
  • Primavera (Marzo – Maggio): magari a Marzo potreste trovare ancora delle temperature basse dovute agli ultimi strascichi dell’inverno ma Aprile e Maggio sono ottimi per visitare la città. Le temperature sono miti e variano dai 10°C ai 20°C. Tenete conto che, come da noi in Italia, la primavera è una stagione instabile a livello di rovesci.
  • Estate (Giugno – Agosto): Giugno risulta essere un ottimo mese per programmare il viaggio, non a caso è un mese caldo ma non troppo. Da evitare invece i mesi di Luglio e Agosto, potreste ritrovarvi in giornate molto afose e con temperature elevate con temporali pomeridiani frequenti. La metropoli in questo periodo si svuota e anche gli abitanti cercano sollievo nelle zone fuori città. Non nascondo che anche noi avevamo pensato di organizzare il viaggio ad Agosto ma dopo aver letto molte recensioni che parlano di metropolitane “bollenti” e pomeriggi talmente afosi da rovinare l’esperienza abbiamo optato per l’autunno. Un altro fattore che sembra una sciocchezza ma invece è molto importante riguarda l’utilizzo dell’aria condizionata nella metro e nei vari locali/strutture che visiterete. Negli States viene utilizzata incessantemente a temperature molto basse, di conseguenza vi ritroverete a fare i conti con degli sbalzi di temperatura che vanno dai 18°C dei locali ai 33°C della strada.
  • Autunno (Settembre – Novembre): a mio avviso la stagione perfetta per un viaggio di questo tipo. Noi abbiamo scelto il periodo che va dall’ultima settimana di Settembre alla prima di Ottobre e la scelta è stata azzeccata. Di giorno potevamo rimanere tranquillamente in T-shirt e alla sera al massimo usavamo un maglione. Molto spesso in questo periodo si riesce a trovare un clima particolarmente caldo e asciutto (media di 20°C) grazie agli ultimi residui dell’estate. Ovviamente dalla prima settimana di ottobre in poi le temperature vanno ad abbassarsi gradualmente e a novembre potreste trovare qualche giornata di pioggia e una temperatura più bassa.

Trasporti

Raggiungere New York ormai è diventato molto facile e oggi praticamente tutti gli aeroporti principali forniscono delle soluzioni con viaggio diretto senza scali per gli aeroporti di JFK e Newark. Queste sono le principali destinazioni che posso consigliare tranquillamente, sono ben collegate al centro città e offrono diverse soluzioni con i trasporti pubblici.

Per quel che riguarda il volo non posso che consigliare l’utilizzo di ottime piattaforme come Skyscanner e Momondo, queste sanno indirizzarvi nel periodo più economico o comodo per voi e avrete modo anche di tenere traccia dei vari andamenti di prezzo delle vostre tratte preferite.
Ho utilizzato spesso entrambi e alla fine grazie a Skyscanner sono riuscito a bloccare la data che faceva al caso nostro. Abbiamo viaggiato con Delta Airlines e la nostra esperienza è stata molto positiva, l’assistenza e il servizio da parte del personale di volo sono stati ottimi!

Come aeroporti consiglio il John Fitzgerald Kennedy International (JFK) e l’Aeroporto internazionale di Newark-Liberty (EWR) locato nel New Jersey.

Noi siamo atterrati al JFK e raggiungere il centro città non è per nulla difficoltoso. Il trasferimento dura circa un’oretta e parte direttamente fuori dal terminal dove avrete modo di prendere il Jamaica AirTrain che con un costo irrisorio vi porterà fino alla Jamaica Station, da qui potrete raggiungere a piedi la più vicina stazione metro che vi porterà in qualsiasi altra zona della città.

L’aeroporto di Newark offre la stessa facilità di trasporto anche se è posto al di fuori dello stato di New York, qui siamo nel New Jersey e come per il JFK avrete la possibilità di usare il Newark Airport Express per raggiungere il centro città.

Anche in questo caso il viaggio dura all’incirca un’oretta, sia che scegliate JFK o EWR sono sicuro che non vi annoierete ad osservare lo spaccato di vita borghese degli States posto proprio appena fuori dal finestrino

PS: un consiglio, non utilizzate i taxi o Uber per il vostro trasferimento dall’aeroporto, una corsa di questo tipo può essere veramente costosa e avendo la possibilità di utilizzare i mezzi pubblici non ne vale veramente la pena.

Il miglior alleato che potrete mai avere per i vari spostamenti quotidiani sarà senza alcun dubbio la metropolitana.
Quella di New York è una delle più grandi ed efficienti al mondo e seppure possa sembrare intimidatoria non scoraggiatevi, è organizzata bene e non è troppo difficile da usare.
Avrete la possibilità di utilizzare diversi metodi di pagamento per usufruire della metro:

  • Corsa singola tramite OMNY o biglietto: 3,00 $ per ogni utilizzo della linea.
  • Abbonamento 7-Day Unlimited MetroCard: 34,00 $ per 7 giorni con 7 giorni di viaggi gratuiti su metro e bus.
  • OMNY (tap to pay): puoi pagare direttamente con carta contactless o smartphone, tenete conto che dal 2025 dopo 12 viaggi in una settimana, i viaggi successivi sono gratuiti (spesa settimanale di $34).

Noi abbiamo utilizzato la terza soluzione e vi garantisco che è in assoluto la più comoda, nessuna attesa alle biglietterie automatiche o imprevisti dovuti a malfunzionamenti delle stesse. Inoltre, nel periodo in cui abbiamo visitato la città, era in atto una grande campagna per incentivare tutti al passaggio dei pagamenti contactless.

I mezzi di trasporto definitivi a NY saranno, senza ombra di dubbio, le vostre gambe e i vostri piedi!
Credo di non aver mai camminato tanto come in questo viaggio e vi assicuro che passeggiare tra le vie di questa città sarà un’esperienza unica.

In qualsiasi punto vi troviate, avrete modo di scoprire negozi o locali che non troverete in nessuna guida.
Facendo pochi passi, potreste ritrovarvi davanti a uno scenario da cartolina che avreste scoperto solamente esplorando la città a piedi.

Molti luoghi d’interesse li troverete di sicuro su guide come questa, ma non seguite tutto alla lettera.
Luoghi come questo sono fatti per essere scoperti un po’ alla cieca e senza troppa programmazione, quindi il mio consiglio è quello di dedicare una parte della giornata alle passeggiate senza una destinazione precisa.

Non ve ne pentirete e passerete la maggior parte del tempo con il naso all’insù per osservare tutti i magnifici grattacieli che vi circonderanno.

Dove dormire

Beh, che dire, sotto questo aspetto non avrete di certo problemi!
Il mio consiglio è quello di prenotare un hotel, questo perché dal settembre del 2023, a causa della Local Law 18, è proibito affittare interi appartamenti per meno di 30 giorni.
Di conseguenza, durante la nostra ricerca, abbiamo escluso del tutto Airbnb.
È possibile affittare un appartamento solamente se si affittano le stanze e l’host è presente per tutto il soggiorno.

Onestamente, dopo alcune ricerche, mi sono reso conto che il costo di un appartamento era alla pari di quello per un hotel, quindi per evitare di incorrere in sanzioni o altri problemi, abbiamo scelto una struttura alberghiera.

Ce ne sono veramente un’infinità a New York, ma il mio consiglio è quello di prenotare appena possibile la struttura, più vi avvicinerete alla data del viaggio, più i prezzi si alzeranno.
Noi abbiamo atteso circa 2/3 settimane per prenotare e abbiamo letteralmente perso delle opportunità pensando di trovarne altre in un secondo momento.

La zona più gettonata è indubbiamente quella di Manhattan tra cui Midtown, Upper West Side, Upper East Side e il Diamond District.
Qui siamo veramente al top del top degli hotel e i prezzi possono essere veramente più alti della norma anche se ad essere onesti se prenotavamo appena iniziata la ricerca avremmo trovato delle buone occasioni senza andare troppo fuori budget.
Ovviamente la zona è perfetta perché siete in centro ad appena due passi da Central Park e non necessitereste nemmeno di usare la metro per dare il via alle vostre visite.

Molti pernottano nella vicina New Jersey e qui potete trovare veramente delle soluzioni economiche.
L’unico neo di una scelta di questo tipo è dovuto dal fatto che pernotterete in una zona fuori mano e per raggiungere il centro città avrete circa 40 minuti di trasporti pubblici da usufruire sia la mattina che la sera al ritorno; non proprio il massimo.

Altra soluzione che sento di consigliare è quella di trovare una struttura a Long Island City, qui siamo comunque fuori dall’isola di Manhattan ma è relativamente più vicina del New Jersey. La maggior parte degli hotel è di nuova costruzione e in circa 20 minuti di metro sarete in pieno centro città!

Noi abbiamo soggiornato presso il Wingate by Wyndham Hotel a Queensbridge, magari la zona può incutere un certo timore visto che siamo in periferia e potreste incappare veramente in certi personaggi, soprattutto di sera, ma onestamente ho visto molti altri turisti e comunque per tutta la settimana non abbiamo mai avuto un problema.

Se dovessi riorganizzare il viaggio prenoterei nello stesso posto?
Se avessi poco tempo a disposizione sì, farei la stessa scelta o comunque in zona Long Island.
Se invece ho prenotato il volo con diversi mesi di anticipo probabilmente mi focalizzerei nella ricerca di un buon hotel a Manhattan cercando magari qualche offerta.

Info Utili

ESTA (visto e dogana)

Per quanto possa sembrare complicato, credo che la parte relativa al visto sia stata una delle più semplici per organizzare il viaggio.

Se state programmando un viaggio negli USA, sappiate che è obbligatorio effettuare la registrazione presso il portale ufficiale della U.S. Customs and Border Protection per ottenere così l’autorizzazione ESTA (Electronic System for Travel Authorization).

Il mio consiglio è quello di compilare il tutto dopo che avrete prenotato volo e struttura per il pernottamento, in quanto dovrete fornire indicazioni relative ad entrambe le cose.

Vi lascio di seguito i link dove potrete trovare diverse informazioni al riguardo:

Riepilogando (aggiornato a fine 2025):

Se sei cittadino italiano, la procedura è semplificata grazie al programma “Viaggio senza visto” (Visa Waiver Program).

  • Passaporto Elettronico: Deve essere in corso di validità. È consigliabile che la scadenza sia successiva alla data prevista per il rientro in Italia.
  • ESTA (Electronic System for Travel Authorization): È l’autorizzazione obbligatoria da richiedere online sul sito ufficiale governativo.
  • Costo: Circa $21 (attenzione ai siti non ufficiali che chiedono cifre molto più alte).
  • Tempistiche: Va richiesto almeno 72 ore prima del volo, ma meglio farlo con qualche settimana di anticipo.
  • Validità: Dura 2 anni (o fino alla scadenza del passaporto) e permette soggiorni fino a 90 giorni.
  • Novità 2025: È in fase di discussione una normativa che potrebbe richiedere informazioni aggiuntive (come i profili social degli ultimi 5 anni), quindi compila il modulo con massima precisione.
  • Biglietto di ritorno: È necessario dimostrare di avere già prenotato il volo per lasciare gli Stati Uniti entro i 90 giorni.

Assicurazione Sanitaria

Viaggiare negli States senza assicurazione sanitaria può essere molto rischioso.
L’assistenza sanitaria a New York, come in tutti gli altri stati USA, è privata e anche un veloce ricovero dovuto a una caduta accidentale o ad un’indigestione può venire a costare migliaia di dollari.
Se non volete proprio stipulare una polizza ad hoc creata dalle principali compagnie assicurative, il mio consiglio è quello di cercarne una online. Onestamente è stata la prima volta anche per me, e mi sono trovato molto bene con la soluzione proposta dai Heymondo.
Ne ho sempre sentito parlare bene e potete personalizzare la vostra polizza in base alle vostre esigenze.
Il costo era veramente irrisorio in confronto ad altri costi di questo viaggio, quindi ho alzato i massimali e incluso alcune opzioni accessorie che potevano tornarmi utili.

Questa soluzione è molto utile soprattutto se siete un gruppo e con una spesa unica potete assicurare tutti in un unico momento.

Pagamenti

Sono partito da casa con pochissimo denaro contante e ho utilizzato principalmente la carta di credito, indispensabile in un viaggio del genere.
Se proprio non volete utilizzarne solamente una o magari necessitate di suddividere le spese consiglio molto l’utilizzo di una prepagata su conto Revolut.
Grazie ad essa ho risparmiato sul cambio valuta e la uso sempre nei miei viaggi.

Sembra impossibile ma comunque ad un certo punto vi saranno chiesti anche i contanti, sì perché diversamente da ciò che pensavo i commercianti e la gente del posto in generale ama molto il “cash”.
Quindi potrebbe essere saggio effettuare almeno un prelievo per avere sempre in tasca qualcosa in caso di necessità. 
200 $ sono più che sufficienti e al massimo se ve ne avanzano un po’ troverete di sicuro il modo di spenderli visto i prezzi dei ristoranti o dei souvenir non proprio economici di questa città!


Il nostro Tour

1° Giorno

Dopo il volo di circa 9 ore operato da Delta Airlines siamo atterrati a JFK.
Onestamente pensavo che una tratta così lunga fosse stancante, in realtà grazie all’intrattenimento digitale disponibile e all’eccitazione generale tutto è stato molto veloce.
Una gran differenza rispetto ai voli low cost alla quale eravamo abituati!

Atterriamo verso le 17.00 del pomeriggio e una volta raggiunta la dogana dobbiamo rispondere alle classiche domande di rito: con chi viaggi, dove alloggi, motivo del viaggio e altre semplici quesiti.
Avevo sentito molti lamentarsi del trattamento ricevuto dalla polizia di frontiera o dal tono investigativo delle loro domande ma personalmente ho trovato solamente agenti cordiali e per niente scorbutici.

Liberi finalmente di andare dove vogliamo siamo ufficialmente in territorio USA e non stiamo più nella pelle di osservare le meraviglie che finora solo nei film abbiamo visto.
Per raggiungere Long Island dobbiamo prima usufruire dell’AirTrain che ci porterà direttamente a Jamaica Station e una volta saliti abbiamo la possibilità di dare il primo sguardo alla periferia della città.
Lasciato l’enorme terminal noto che il treno viaggia in posizione sopraelevata rispetto alla strada e ci godiamo la bella visuale su tutti i quartieri.
Cavolo se è tutto come visto in tv! Volanti della polizia che sfrecciano a sirene spiegate, pick-up ovunque, quartieri composti da abitazioni identiche a quelle viste in Rocky o altri movie americani!

E tutto questo solo nei primi minuti di viaggio!

Dopo una tratta in metro raggiungiamo il quartiere dove passeremo le nostre notti, fin dal primo momento ho pensato “Ok non proprio il massimo”!
Tra una ricerca e l’altra abbiamo scelto un hotel di Queensbridge, un posto famoso per le case popolari che hanno dato alla luce artisti del calibro di NAS!

Raggiunto l’hotel e fatto il check-in siamo stanchi ma pronti per esplorare un “piccolo” angolo di questa città!
Decidiamo che per la prima sera non possiamo farci sfuggire un posto magico come Times Square, quindi prendiamo la metro e ci dirigiamo verso il centro di Manhattan.
Sbuchiamo fuori proprio vicino al Radio City Music Hall e resto completamente a bocca aperta mentre ammiro col naso all’insù i monumentali grattacieli che circondano la 6th Avenue.

In pochi secondi siamo circondati da un caos che solo una metropoli come New York riesce a schiaffarvi in faccia, le strade sono completamente congestionate dal traffico, i clacson, i marciapiedi gremiti di persone in continuo movimento, e luci… luci ovunque.

Ci vuole qualche minuto per riprendersi da tutto questo e cominciamo a camminare per le strade della città.

Girato l’angolo notiamo una luce abbagliante a poche centinaia di metri e una volta arrivati ci troviamo nel bel mezzo di Times Square, la piazza è illuminata a giorno dagli enormi schermi colmi di pubblicità e video vari.
Anche qui la gente è ovunque e oltre ai turisti e qualche “matto” del posto ci sono anche moltissimi venditori ambulanti che provano a lucrare su set fotografici improvvisati o qualche “cimelio” di New York.

A pochi passi vediamo le Red Stairs, uno spot molto popolare dal quale è possibile avere una visuale sopraelevata dell’intera piazza.
Passiamo circa un’oretta a gironzolare e a guardare i palazzi con il naso all’insù finché non notiamo che vista l’ora tarda sarebbe il caso di pensare anche alla cena.
Onestamente questa non è la zona adatta per cercare un luogo in cui mangiare, i prezzi sono altissimi senza alcun motivo e molto probabilmente andando appena fuori della piazza avremmo trovato di meglio.
Presi dall’emozione però ci prendiamo un classico hot dog in uno dei tanti furgoncini a una cifra da furto.
Scopriamo inoltre che pagando con contanti avremmo risparmiato qualcosa, questo capiterà spesso, difatti quasi tutti i venditori di street food applicano delle commissioni aggiuntive se il cliente paga con carta di credito.

Siamo esausti e cominciamo ad incamminarci verso l’hotel che una volta raggiunto ci offre una bellissima vista panoramica sulle infinite luci che illuminano la città e il ponte di Queensboro Bridge!


2° Giorno

Il sole illumina la mattina del secondo giorno e mi alzo dal letto.
Ancora fatico a credere che siamo negli States ma una volta affacciato all’enorme finestra della camera da letto eccola lì: New York City!

Il fuso orario ci ha aiutato ad uscire dalla camera per le 6 di mattina e dopo una veloce colazione in hotel ci fiondiamo in strada.
Il Queens mi risulta parecchio diverso da com’era la sera precedente e le “riunioni” di strada a cui abbiamo assistito qualche ora prima hanno lasciato spazio a anziane che vanno a fare la spesa e mamme che portano a scuola i figli.

In poche ore capisci subito che questa è una città fatta di contrasti, nel senso vero della parola.

Una volta usciti dalla metro sbuchiamo fuori proprio nel bel mezzo di Wall Street!
Qui, proprio all’incrocio tra Wall Street e Broadway, troviamo la Trinity Church la cui costruzione cominciò nel 1697.
Visto che ci siamo non possiamo resistere a una veloce visita ed è veramente assurdo osservare un’architettura di stampo gotico nel bel mezzo della modernità di Manhattan.

Ci incamminiamo per Wall Street che prende il suo nome dalle vecchie mura erette con pali di legno e che circondavano la città.
Non a caso, una volta buttato l’occhio per terra, potreste incappare in qualche vecchio palo di legno tranciato che è lì dal 1600 circa.

Poco più avanti passiamo davanti alla New York Stock Exchange e al Federal Hall National Memorial.
Quest’ultimo, purtroppo, era coperto da impalcature e tra queste spiccava la statua di George Washington.
Proprio qui, Washington, fece il giuramento come primo presidente statunitense!

Dopo una veloce passeggiata raggiungiamo una delle icone di questa zona: il Charging Bull.
Quest’opera di Arturo Di Modica venne realizzata dall’artista interamente a proprie spese (circa 360.000 $).
Inizialmente venne installata illegalmente nella notte del 15 dicembre 1989 proprio di fronte alla Borsa di New York come simbolo della forza del popolo USA dopo il crash del mercato azionario del 1987.
Oggi la potete trovare al Bowling Green Park (venne ricollocata pochi giorni dopo) dove una lunga fila di turisti si prepara per le foto di rito.

Una volta arrivato scopro che le foto ricordo che un turista deve assolutamente portare a casa sono:

  • una posizionandosi affianco alle enormi corna del toro, 
  • l’altra mettendosi nella parte posteriore e inginocchiandosi per toccare gli enormi gioielli ormai usurati a forza delle incessanti strofinatine.

Dal Bowling Green Park raggiungiamo Battery Park, un bellissimo parco con vista sulla statua della libertà.
Non ci soffermiamo molto visto che dovremo ritornarci, da qui infatti partono moltissime crociere con destinazione Liberty Island e Ellis Island.

Il bello di questa zona di New York è che dovunque voi vi troviate avrete una visuale sulla Freedom Tower, l’edificio principale del New World Trade Center.
L’altezza dell’edificio non è proprio casuale, difatti i suoi 1776 piedi (541 metri) rappresentano l’anno della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti.

Proprio lì affianco troviamo anche le vasche commemorative dove una volta si trovavano le fondamenta delle Torri Gemelle, vederle dal vivo lascia a tutti noi un segno profondo riportandoci al momento del mostruoso attentato terroristico avvenuto nel 2001.
Entrambe queste vasche sono circondate dai nomi delle vittime di quel giorno e il pensiero del caos che ha colpito la città ci lascia un vuoto.

A pochi passi troviamo il museo/memoriale con tutti i reperti di quella fatidica giornata, eretto anche a ricordo di tutti gli eroi che operavano nelle forze dell’ordine e che sono stati indispensabili per salvare quante più vite possibili.

Camminando per un centinaio di metri raggiungiamo il vicino Brookfield Place, un enorme centro commerciale posto proprio davanti al molo North Cove Yacht Harbour.
Il centro commerciale potrebbe fare al caso vostro per una pausa o un pranzo veloce e proprio qui mi soffermo ad osservare il personale del posto o semplicemente i vari impiegati degli uffici vicini che si godono la pausa pranzo.
Anche in questo momento della giornata i newyorkesi sembrano sempre di fretta e con i minuti contati.
Usciti dal complesso ci incamminiamo per il Battery Park City Esplanade e caspita se questo luogo non mi sembra familiare!
Dopo poco mi accorgo di essere a pochi metri dal luogo dove Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio) aveva sostato il suo yacht nel film The Wolf of Wall Street.

L’intera area dà la possibilità di osservare per intero Jersey City con i suoi distanti grattacieli.
Probabilmente se avessimo avuto più giorni non ci sarebbe dispiaciuta una capatina oltre l’Hudson.

Ritornati in zona World Trade Center ci imbattiamo nell’enorme polo estetico dei trasporti, l’Oculus.
Questo rappresenta in tutto e per tutto la resilienza di New York, l’architetto spagnolo Santiago Calatrava voleva rappresentare una colomba che lascia le mani di un bambino.
Sono sicuro che le visuali interne ed esterne di questo luogo soddisferanno gli amanti di architettura.

L’orientamento della struttura è un ricordo indelebile degli attacchi dell’11 settembre 2001. 
È allineata con gli angoli solari ogni 11 settembre, dalle 8:46, quando il primo aereo colpì, fino alle 10:28, quando la seconda torre crollò. 
Il suo lucernario centrale si adatta a questo allineamento e illumina il pavimento dell’Oculus con un fascio di luce chiamato “Cuneo di Luce” che si muove attraverso il pavimento e illumina due colonne di luce parallele al momento degli attacchi alle Torri Gemelle originali.

La prossima tappa non può che rendere felici gli amanti del film Ghostbusters, non a caso stiamo parlando della FDNY Ladder 8!
Appena arrivati troviamo una caserma dei pompieri in funzione e avvicinandoci non possiamo che notare l’insegna con il famoso logo che ha contraddistinto la serie cinematografica.
Una vera e propria Mecca per gli amanti dei film anni ‘ 80!

La caserma è operativa al 100% e non sempre è aperta ma se siete fortunati avrete modo di dare un’occhiata agli interni e magari scambiare qualche chiacchiera con i pompieri di turno.
In realtà questa cosa contraddistingue quasi tutte le caserme dei pompieri dove avrete modo di acquistare anche t-shirt o altro merchandising personalizzato.

Con una passeggiata arriviamo successivamente in un’altra zona iconica di New York: Little Italy e Chinatown.
L’atmosfera cambia parecchio anche se onestamente ho trovato molto più interessante Chinatown rispetto alla zona “italiana”.
Di Italia c’era gran poco e dopo una breve passeggiata abbiamo proseguito per Chinatown.
Little Italy è però famosa anche per l’enorme evento che viene organizzato in concomitanza della festa di San Gennaro verso fine settembre, qui l’intera via viene chiusa e riempita da bancarelle con cibo italiano, musica e tanta festa!

Per gli amanti dell’Asia invece è tutta un’altra storia, qui l’atmosfera è più caratteristica e le insegne in lingua orientale non fanno che ricordarvi di essere a Chinatown.

Se può interessarvi, facendo pochi passi potrete visitare anche il Mahayana Temple Buddhist Association, un tempio buddista nascosto in uno dei tanti edifici e che vale la pena visitare!

Manhattan Bridge si trova appena sotto a Chinatown, quindi perché non percorrerlo tutto a piedi fino a raggiungere Brooklyn?
Lo so, la camminata è piuttosto lunga ma visto che avremo modo di godere di alcune delle visuali più belle della città non esitiamo un minuto.

Raggiunta Brooklyn avrete una bella lista di cose da vedere.
La più degna di nota sarà sicuramente Washington Street con l’iconica vista di Dumbo. 

Se potete, visitate questa zona anche in un secondo momento con più calma; evitate il pomeriggio e l’ora del tramonto perché troverete veramente un sacco di turisti.

Proseguendo per la via avrete modo di imbattervi nel punto panoramico di Pebble Beach, uno dei più belli di New York, e nel vicino Time Out Market.
Quest’ultimo, oltre a offrire un rooftop gratuito con vista sul ponte di Brooklyn, è un’ottima scelta per la vostra pausa pranzo/cena.

Onestamente non abbiamo fatto in tempo a visitarlo, ma anche il Brooklyn Bridge Park offre uno degli spot fotografici più belli sullo skyline della città!

Ormai è pomeriggio inoltrato e puntiamo in direzione Rockefeller Center.
Qui vicino troviamo il negozio di giocattoli più famoso di New York, ovvero la sede della FAO Schwarz. 

Oltre a questo la zona è un vero spettacolo per gli occhi, soprattutto a Natale, e dopo aver esplorato il quartiere entriamo a dare un’occhiata anche alla Cattedrale di San Patrizio!

Ci godiamo l’intera serata passeggiando per le vie della città e a un certo punto ci ritroviamo davanti all’iconico Plaza Hotel. 
Visto che non era possibile vederne i sontuosi interni, da amante della tech, non potevo che indirizzarmi verso il vicino Apple Store della 5th Avenue.
Quante volte ho visto questo store nelle presentazioni della famosa azienda di Cupertino e una volta sceso nel negozio sotterraneo non posso che restare di sasso dalla mole di persone che si nascondevano al suo interno!

Ormai sera inoltrata torniamo in hotel e ci godiamo un po’ di relax visto che il jet-lag comincia a farsi sentire.


3° Giorno

Affacciandomi alla finestra della camera scopro che un cielo piovoso e autunnale copre l’intera città.
Fortunatamente non si tratta di quella pioggia fastidiosa e incessante da obbligare le persone a mettersi al riparo bensì di una leggera pioggerella che rende le passeggiate autunnali rilassanti e malinconiche.

Prendiamo la palla al balzo per prenotare online i biglietti d’ingresso per l’American Museum of Natural History.

A New York ci sono una miriade di cose da fare in giorni come questo e non a caso il nostro gruppo si è diviso: metà decide di visitare il Metropolitan Museum of Art (MET) mentre il resto di persone mi segue al museo di storia naturale.
Arrivati di fronte al museo non può che ritornarmi alla memoria il famoso film “Una Notte al Museo” con Ben Stiller e mi sembra ancora incredibile di essere proprio qui!
Il museo apre però alle 10.00 e visto che abbiamo un’oretta abbondante da sfruttare ci incamminiamo per la strada che costeggia il confine occidentale di Central Park.

Passiamo davanti a molti hotel famosi e dopo una veloce pausa da Dunkin Donuts arriviamo proprio davanti alla famosa Juilliard School, posta affianco al Lincoln Center for the Performing Arts.

Il tempo passa veloce e incamminandoci nuovamente in direzione del museo decidiamo di passeggiare per le strette vie di Central Park.
In giro non c’è molta gente e il meteo autunnale rende tutto magico e carico di nostalgia; ogni suono è ovattato dalla pioggia e una leggera nebbiolina aleggia nell’aria.
Posso assicurarvi che anche con una giornata uggiosa non potete che innamorarvi di questa città!

Solo una volta entrato nel museo mi accorgo di quanto enorme è la struttura.
Noi l’abbiamo girato praticamente tutto in maniera abbastanza spedita e posso confermare che vale la visita.
Ognuna delle grandi sale è relativa a una delle tante tematiche inerenti alla storia degli Stati Uniti e alla natura del nostro pianeta.
Per visitarlo tutto ci abbiamo messo all’incirca tre ore ma presumo che se con noi avessimo avuto qualche bambino avremmo dedicato anche più tempo a certe aree.
Alcune esposizioni si pagano a parte ma fidatevi che anche con il biglietto “base” basta e avanza!

Una volta usciti il meteo è migliorato non poco e dopo un’altra veloce camminata per Central Park ci fermiamo per pranzare in uno dei più famosi fast-food d’America: Shake Shack!
Non scherzo quando dico che in questo locale ho mangiato il miglior hamburger della mia vita e ve lo possono confermare molte persone.
Anche se a primo acchito al sentire il termine fast-food vi possano venire in mente altri famosi brand che possiamo trovare anche in Italia, fidatevi, non c’è competizione!
L’intera città è comunque costellata da diversi luoghi famosi per gli hamburger e non faticherete di certo a trovare un luogo perfetto per il vostro pranzo.
Quel che posso consigliarvi è magari di evitare ristoranti o brand che già conoscete e di provare invece qualcosa di totalmente nuovo e sconosciuto, potreste rimanere piacevolmente sorpresi.

Central Park in questo periodo dell’anno è a dir poco stupendo, la vegetazione è ancora verde ma in alcune zone si riescono già a vedere i primi accenni di autunno.
Noi abbiamo esplorato l’enorme parco in diversi giorni e nel caso vogliate farlo in un colpo solo vi servirà almeno mezza giornata abbondante solamente per girarlo tutto.
Al suo interno troverete un’infinità di campi da gioco dedicati a svariati sport oltre a monumenti e altre strutture interessanti.

Una opzione per visitarlo comodamente è quella di noleggiare una bici all’entrata sud del parco (per una cifra non proprio economica) o con una citybike a noleggio della città di New York (più a buon prezzo).
Noi abbiamo esplorato il parco a piedi, oltre a essere più comodi potevamo andare veramente dove volevamo, anche in zone che altrimenti sarebbero state interdette alle bici.

Dopo essere passati davanti alla statua di Balto e allo Zoo di Central Park sbuchiamo fuori proprio davanti all’Hotel Plaza visto la sera precedente.
Da lì a pochi passi ci fermiamo ad osservare la famosa Trump Tower, all’inizio non volevo dedicarci troppo tempo ma poi un burlone travestito dall’omonimo presidente ha cominciato a far scena davanti all’ingresso del grattacielo e dopo pochi minuti ci siamo ritrovati al suo interno.
Una volta entrato mi sono reso conto di quanto fosse bello il palazzo, gli interni sono sontuosi e richiamano al lusso in ogni suo angolo, inoltre l’atmosfera è carica di anni d’oro come il decennio degli ’80 che tanto mi piace.
Qui potrete trovare un piccolo negozio ufficiale dove acquistare il merchandising del President Donald Trump e un ristorante/bar posto al piano appena superiore.
Oltre a questo punto però necessiterete di un’autorizzazione per salire visto che ai livelli superiori ci sono uffici e altre zone a noi chiuse.

Gironzoliamo per le vie della città fino a raggiungere la Grand Central Terminal, la famosa stazione ferroviaria vista in molte serie tv e film.
Vista dall’interno sembra ancora più grande che da fuori e una volta al centro della grande hall principale mi soffermo ad osservare la miriade di persone che ci circonda: viaggiatori, pendolari che tornano a casa dopo una giornata di lavoro, famiglie che si riuniscono e amici che si ritrovano.

Un mix incredibile di etnie e colture che solo in questa metropoli potrete trovare.
La stazione offre anche un’enorme scelta di bar e ristoranti ma fortunatamente per noi non è ancora giunta l’ora di cena.

Ormai arriva sera e il sole è tramontato da un po’ lasciando spazio alle luci della città.
Facciamo un’altra veloce capatina a Times Square e noto con piacere che rivedendo alcune zone già visitate riesco a cogliere molti dettagli sfuggiti in un primo momento.
Riesco a godermi maggiormente questo frenetico luogo e dopo un po’ ci ritroviamo con l’altra metà del gruppo che ci aveva lasciato per visitare il MET.

Per la cena optiamo per un veloce trancio di pizza da goderci a bordo strada, in città la pizza al trancio è un must to do ma vi consiglio di non limitarvi solamente ad alcuni luoghi più famosi come Joe’s Pizza a Broadway.
Anzi, questi possono essere stracolmi di clienti e potreste non godervi appieno l’esperienza, il mio consiglio è sempre quello di fermarvi in un locale che vi ispira così… a sentimento.
Difficilmente ve ne pentirete e questo vale per il cibo come per altre tante cose in questa città!

Prima di raggiungere l’hotel ci fermiamo per una pausa al Bryant Park, d’estate è un semplice parco ma d’inverno diventa luogo di mercatini di Natale e una pista di pattinaggio.
Fortunatamente l’atmosfera è ancora parecchio estiva e ci godiamo l’aria fresca della sera seduti su una delle tante sedie a disposizione di tutti.
Le luci dei grattacieli illuminano il parco e questa zona in particolare regala una delle viste più belle della città.

Volge così al termine la nostra terza giornata e in hotel cerchiamo di rilassarci, il mattino seguente abbiamo preso appuntamento con Lady Liberty!


4° Giorno

La mattina ha l’oro in bocca e visto che ci siamo alzati veramente di prima mattina mi soffermo ad osservare i grattacieli tinti di rosso e arancione.
Il meteo oggi sembra indulgente!

Una volta usciti puntiamo subito in direzione del Rockefeller Center, qui ci fermiamo giusto il tempo di acquistare i biglietti per il Top of The Rock, una delle terrazze panoramiche di New York.

Fatto questo sfruttiamo la metro per raggiungere velocemente Battery Park, più precisamente il Castle Clinton National Monument.
Qui avrete modo di trovare la biglietteria dove acquistare i ticket ufficiali per le crociere con destinazione Liberty Island e Ellis Island.
Un consiglio, diffidate di tutte le persone che nei pressi del parco vi fermeranno di continuo proponendovi crociere veloci e altri tour, molti di questi non sono ufficiali e potreste pagare un prezzo più alto senza alcun motivo!

Raggiunto il molo ci imbarchiamo sull’enorme traghetto e attendiamo di partire.
Quando l’ancora è levata puntiamo la prua dell’imbarcazione verso la Statua della Libertà ma nel frattempo ci accorgiamo che anche il panorama alle nostre spalle è ugualmente stupendo.
Scorgiamo lo skyline di New York dall’Upper Bay e cerco di godermelo il più possibile, il meteo aiuta molto e ci regala una giornata soleggiata e un cielo terso.

Inizialmente avrei detto che un’esperienza di questo tipo fosse la classica trappola per turisti e che avesse poco da offrire; beh devo ricredermi!
Anche se può sembrare la classica location “must to do” da fare tanto per dire di averla fatta in realtà mi ha soddisfatto a dovere. 
Prima di tutto Liberty Island merita la visita solamente per la vista dello skyline della città presa da una nuova prospettiva, inoltre posso confermare che osservare l’enorme Statua della Libertà dal mare e da sotto il suo piedistallo ha un certo fascino.
Il parco è composto anche da giardini e un museo visitabile, e potrebbe tranquillamente concedervi una mezza giornata di relax.

Dopo aver osservato la statua e la città per un tempo indefinibile, saliamo nuovamente sul traghetto per raggiungere la vicina Ellis Island.
Questa ospita un enorme museo posto proprio all’interno del centro di accoglienza per gli immigrati che sbarcavano negli Stati Uniti.
Pensate che ha operato dal 1892 al 1954 e ha accolto più di 12 milioni di migranti.
Una cifra enorme che è andata man mano a diminuire grazie ai nuovi punti di sbarco e accoglienza costruiti negli anni.
Il museo è molto interessante e offre un punto di vista poco conosciuto e non sempre piacevole da parte delle persone che arrivavano nel nuovo mondo.

Si, aver visitato sia Liberty Island che Ellis Island ha arricchito non poco la mia esperienza a New York.

Dopo esserci goduti per una seconda volta lo skyline dal traghetto sbarchiamo nuovamente a Battery Park.
Abbiamo un pomeriggio intero da sfruttare quindi cominciamo a camminare a zonzo, passiamo per l’iconico Washington Square Park con il suo enorme Washington Arch e la fontana posta in centro alla piazza.
Noto subito di essere a pochi passi dalla NYU – New York University – perché l’area è zeppa di studenti e ragazzi che si godono le ultime giornate di sole estive.

Lasciamo questo parco dall’atmosfera rilassata per passeggiare nel cuore del West Village.
Questo a mio avviso è uno dei quartieri più affascinati di New York e credo sia merito delle grandi e tranquille vie alberate che ospitano una moltitudine di Brownstone con le loro strutture di mattoni marroni e le scalinate a bordo strada.
Qui potete vedere una delle abitazioni più famose delle serie tv, ovvero l’appartamento di Carrie in Sex and the City (West Village di New York, al 66 Perry Street).
Appena più a sud invece troviamo un altro famoso cult delle sitcom, ovvero l’appartamento di Monica in Friends (90 Bedford Street New York).

Percepisco sempre qualcosa di elettrizzante nel visitare le location dove sono state girate alcune delle serie più famose della storia e questa città offre veramente una lista infinita di spot come questi!

Finalmente arriva uno dei momenti che più attendevo del viaggio, ovvero quello in cui sarei salito in una delle tante terrazze panoramiche della città: il Top of the Rock!
Fortunatamente avevamo preso in anticipo i biglietti e non appena arrivati siamo subito stati accolti da una lunga fila di persone che hanno avuto la nostra stessa idea.
Come orario avevamo scelto le 18.00, quindi poco prima del tramonto, ma tra una cosa e l’altra siamo arrivati sulla terrazza nel pieno del tramonto.

Il mio consiglio è quello di prenotare una fascia oraria antecedente all’orario di vostro piacere.

Questo perché una volta fatta la fila, partecipato a un piccolo video introduttivo e atteso la salita con l’ascensore, perderete quei 20 minuti buoni che magari avreste sfruttato sulla terrazza, perdendo così l’attimo clou che volevate vedere.

Quindi se avete intenzione di fotografare un bel tramonto non prendetevi troppo con i tempi stretti ma anticipate la salita, tanto poi potrete rimanere per tutto il tempo che volete.

Già dal video introduttivo, a mio avviso una americanata pura, che descrive la costruzione del Rockefeller ho cominciato ad emozionarmi ma la vera batosta l’ho presa una volta salito all’esterno.
Beh che dire, era da veramente un’infinità di tempo che attendevo di vedere una vista del genere e sono rimasto senza parole nell’osservare l’intera città dall’alto.
I colori del tramonto, sentire tutti i suoni che una città come New York produce e godersi la vista di tutti gli altri grattacieli da quell’altezza non ha veramente prezzo.

Se proprio dovete scegliere una terrazza panoramica questa è quella da scegliere!
Non è enorme ma è strutturata su due livelli, quindi le persone si distribuiscono abbastanza bene, inoltre non è affollata come altre terrazze panoramiche famose della città.
Da un mio punto di vista è quella che offre le viste più iconiche: il Top of the Rock è posto proprio nel centro di Manhattan e da qui potrete ammirare l’Empire State Building con la Freedom Tower che fa da sfondo puntando lo sguardo verso sud e Central Park guardando a nord.
Più tutti gli altri grattacieli che circondano la zona.

Sì, questa per me è stata l’esperienza definitiva dell’intero viaggio!
Ho passato letteralmente ore ad osservare la città dall’alto cercando di godermi ogni anfratto che questa aveva da offrire.
Di certo il tramonto ha il suo fascino ma a mio avviso la vera magia avviene raggiunta la totale oscurità. 
Una volta che il sole è sceso al di sotto dell’orizzonte l’atmosfera cambia in maniera profonda, diventa più intima e molti turisti se ne vanno lasciandovi l’opportunità di girare in totale libertà senza troppi problemi.

New York mi ha regalato veramente una delle viste più belle e iconiche che avessi mai visto in vita mia!

Scesi visitiamo l’enorme complesso sotterraneo del Rockefeller Center per una cena veloce e poi puntiamo verso l’hotel pronti per stenderci a letto e metabolizzare questa giornata perfetta!


5° Giorno

Stamattina troviamo una bella sorpresa, è sabato mattina e la nostra stazione della metro è chiusa per manutenzione.
Questo ci costringe a spostarci più a sud arrivando così ad un’altra stazione della metropolitana.
Per raggiungere quest’ultima passeggiamo per le vie di Hunter Point, un quartiere periferico che potrebbe essere lo scenario perfetto per un film poliziesco: autofficine, bar, negozi di quartiere e ancora autofficine!
Passiamo davanti l’enorme insegna della Silvercup Studios fino a raggiungere la Court Sq Station.

In qualche maniera riusciamo ad arrivare a Chelsea, e quindi perché non visitare il famoso ed enorme Chelsea Market! 
Una volta era la sede storica dell’Oreo ma oggi ospita una moltitudine di negozi alimentari e ristoranti perfetti per una pausa pranzo o la cena di fine giornata.
Anche questo complesso visto da fuori non vi lascia immaginare cosa possa esserci al suo interno ma una volta entrati, come moltissimi palazzi di New York, vi stupirà con la moltitudine di cose da vedere.

Usciti decidiamo di fare una bella camminata in uno degli spazi verdi più famosi ed eccentrici della città: la High Line!
Questa è praticamente un lungo viale sopraelevato posto proprio dove una volta c’erano i binari di una ferrovia in disuso.
Serviva per spostare le varie merci attraverso il vecchio Meatpacking District ma man mano che i vari stabilimenti venivano chiusi e convertiti in altri utilizzi i treni non vennero più utilizzati.
Nel 2009 aprirono il primo tratto e man mano che i lavori proseguivano se ne aggiungevano altri, oggi il percorso parte proprio in vicinanza del Chelsea Market fino a raggiungere il complesso residenziale Hudson Yards.

Passeggiare lungo questo percorso immerso nel verde è veramente rilassante e vi offrirà alcune visuali degne di nota perché passerete proprio tra gli enormi palazzi residenziali e vi sembrerà di toccarli con mano da quanto sono vicini.

Arrivati a un certo punto noterete di essere vicini all’altissimo grattacielo The Edge che ospita una delle terrazze panoramiche più belle della città.
Proprio verso la fine vi si parerà davanti per intero il miliardario complesso costruttivo di Hudson Yards dove troverete anche l’affascinante struttura architettonica The Vessel aperta nel 2019.
Al suo fianco avrete modo di ammirare anche l’enorme centro culturale The Shed che commissiona, produce e presenta una vasta gamma di attività inerenti allo spettacolo, arti visive e alla cultura pop.

Una volta lasciata questa area moderna ci incamminiamo per la 11th Ave poco vicino, un’enorme strada a quattro corsie che taglia per i palazzi.
Visto l’inizio del weekend mi sembra di essere in una scena tratta da un film post apocalittico, l’intera strada è deserta e le uniche persone che si vedono sono i jogger che stanno andando proprio verso la nostra stessa direzione.

Di lì a poco raggiungiamo l’Hudson che offre la classica vista sul New Jersey e una volta qui lo costeggiamo in tutta la sua lunghezza passeggiando di molo in molo.
A quanto pare la zona è molto apprezzata dai corridori, ce ne sono a decine, se non facciamo attenzione rischiamo qualche collisione involontaria!
Ad un certo punto scorgiamo anche l’iconico Chelsea Pier Golf Club, dove i golfisti lanciano le loro palline in un campo da golf circondato da reti alte svariati metri.
Subito dopo si arriva al Pier 57, un molo che ospita diversi ristoranti e negozi di alimentari.

Sulla sua sommità avrete la possibilità di visitare una grande, ma soprattutto gratuita, terrazza panoramica che offre una vista della vicina Little Island con lo skyline della città a fare da sfondo.
Little Island è un parco galleggiante di recente apertura, 2021, costruito su 132 colonne di cemento a forma di tulipano, l’intero progetto è costato circa 260 milioni di dollari ed è velocemente diventato un’icona di questo quartiere.

Sfruttiamo proprio il Chelsea Market per un pasto veloce e poi prendiamo la metro per raggiungere un altro palazzo iconico di New York, il Flatiron Building.
Purtroppo scopriamo che l’intera struttura è coperta da impalcature impossibilitandoci di scattare almeno una foto decente.
Leggendo in internet apprendiamo che i lavori si sono resi necessari per riconvertire il palazzo in una serie di appartamenti di lusso che saranno successivamente venduti a cifre da capogiro.

Se siete dei fan della collana di libri e della relativa serie movies di Harry Potter sarete entusiasti di scoprire che lì a pochi passi potrete trovare l’enorme negozio ufficiale del brand!
Questo è posto su più livelli e l’atmosfera che si respira è la stessa dei film, potrete scoprirne ogni angolo gustando una burrobirra e osservando la moltitudine di merchandising e cimeli provenienti dai set cinematografici.

Da qui procediamo in direzione Empire State Building, la nostra intenzione è quella di vedere semplicemente il grande atrio d’ingresso dello storico grattacielo.
L’intera architettura rappresenta perfettamente l’epoca d’oro durante la quale è stato costruito: lo stile Art déco e materiali pregiati sono ovunque!

Proprio affianco al Bryant Park si trova la nostra prossima fermata, ovvero la biblioteca pubblica di New York.
Con le sue sculture raffiguranti dei leoni la memoria va subito ad un’altra scena del film Ghostbusters! 
Questa è la terza più grande biblioteca del Nord America ed è stata aperta nel 1895.
Potete entrare gratuitamente per ammirare gli interni pieni di storia ed è una fermata obbligatoria se siete amanti di luoghi di questo tipo.
Al suo interno c’è anche un enorme aula studio che purtroppo è accessibile solo a studenti e altre persone autorizzate.

Stanchi di aver passato tutta la mattina e il primo pomeriggio nel caos del traffico circondati da edifici optiamo per una rilassante camminata a Central Park.
Questa volta entriamo dall’entrata sud e puntiamo verso la fontana di Bethesda.
Il parco ai miei occhi è totalmente diverso rispetto a ciò che era durante la settimana, le persone sono ovunque e noto con piacere che moltissimi abitanti della città sfruttano il tempo libero del weekend per passare proprio qui le ore con amici e familiari.
Ad ogni angolo ci sono gruppi di svariati tipi, chi fa una partita a baseball improvvisata, chi pattina a suon di musica, chi se ne sta semplicemente seduto sull’erba a leggere un libro o a godersi un picnic.

Arriviamo alla Bethesda Terrace e qui possiamo goderci una bella vista dall’alto della fontana che porta lo stesso nome posta proprio in prossimità del lago The Lake dove molti si divertono durante un giro in barca.
Questo è uno dei punti principali dell’intero parco e i turisti sono ovunque, ma è proprio qui che si radunano anche molti artisti di strada e persino qualche rapper impegnato a girare un video clip con la sua crew!
Per me è veramente una goduria star lì immobile e godermi la vista di tutte queste persone diverse tra loro ma accomunate dalla passione di questo luogo.

Ci impegniamo a raggiungere a piedi il grande specchio d’acqua posto al centro del parco, il Jacqueline Kennedy e una volta raggiunto siamo costretti a sederci su una delle tante panchine da quanto siamo esausti.

Qui noto una curiosità che avevo scoperto tempo prima, dal 1986 è stata lanciata l’iniziativa “Adopting a bench” ovvero “Addotta una panchina”.
Camminando per le vie del parco vi accorgerete senza fatica che su molte panchine è posta una targa con una dedica o un testo di vario tipo.
Praticamente, tramite un portale online, è possibile acquistare uno slot libero su una delle panchine disponibili e scriverci un messaggio.
Ce ne sono veramente di belli, molti sono dedicate a persone defunte o ad amori della vita e spesso mi sono ritrovato a fermarmi per perdermi in quelle frasi.
I prezzi per adottare una panchina sono parecchio alti, stiamo parlando di circa 10.000 $, ma servono anche a mantenere in buono stato l’intero parco.

Ormai siamo arrivati a fine pomeriggio e prendendo la metro arriviamo a Brooklyn, qui vogliamo vedere una versione notturna di Dumbo e dello skyline di New York visto da Pebble Beach.
È incredibile come un momento diverso della giornata riesca a cambiare l’atmosfera di questa città, credo che New York abbia un’infinità di sfaccettature e che sia impossibile viverle tutte in così poco tempo, servirebbero mesi di permanenza.
Pebble Beach offre una piccola scalinata di cemento dove molte persone si radunano durante il tramonto per osservare la metamorfosi che avviene davanti ai nostri occhi.
Il sole tramonta e le luci artificiali cominciano a dipingere lo skyline della città.

Anche il ponte di Brooklyn si illumina e dopo essercelo goduto per mezz’ora buona puntiamo dritti all’interno del vicino Time Out Market per la cena.
Qui ci fermiamo ad assaporare un pastrami sandwich e un classico brisket, due piatti puramente americani.
Tutt’attorno alleggia aria di festa e nel pieno del weekend ci godiamo l’atmosfera resa indimenticabile dalla vista del Brooklyn Bridge che illumina la notte!


6° Giorno

Dopo la ormai abitudinaria colazione in hotel e una bella passeggiata per il quartiere di Queensbridge, raggiungiamo nuovamente Dumbo a Brooklyn.
È veramente bello rivedere un luogo già visto ma in un momento della giornata o della settimana diverso dalla prima volta.
Dumbo cambia letteralmente dalla sera alla mattina e se pianificate una visita durante la prima parte della giornata noterete che l’intero quartiere è notevolmente più calmo.
Ci sono molti meno turisti e potrete scattare qualche foto decente senza troppa fatica.
Anche l’intera area di Pebble Beach e del Time Out Market è molto diversa e, a parte le persone che, come noi, si stanno godendo il sole della mattina passeggiando, non ne troverete molte altre.

Il cielo limpido ci regala una vista da cartolina dei grattacieli della città che accolgono l’ormai storico ponte e proprio a pochi passi dal mercato coperto andiamo a curiosare presso il Jane’s Carousel.
Questa autentica giostra storica del 1922 è racchiusa da un’enorme vetrata trasparente e intrattiene dal 2011 bambini e famiglie.

Dopo un veloce spuntino a base di cheesecake al Time Out, ci incamminiamo verso il Brooklyn Bridge.
Abbiamo pianificato l’attraversata proprio oggi che c’era un meteo perfetto e noto che non siamo stati gli unici ad avere la stessa idea!
Questa iconica struttura lunga 1825 m.t. è stata aperta al pubblico nel 1883 ed è una vera e propria meraviglia ingegneristica.
Considerando l’epoca in cui venne costruito e dai metodi utilizzati in quel periodo storico, rimango notevolmente stupito dall’immensità della struttura.
L’area pedonale è gremita di persone e turisti, ma comunque riusciamo a camminare senza problemi.

All’ingresso del ponte passiamo affianco a un nuovo complesso condominiale, Olympia Dumbo, che offre appartamenti con terrazza e affaccio su una delle viste più belle della città.
Proseguendo ci inoltriamo nell’East River e cominciamo ad avvicinarci allo skyline del Financial District.
Da qui possiamo ammirare le varie fasi e stili architettonici che sono stati utilizzati negli anni per la costruzione dei grattacieli.

Una volta attraversato per intero il ponte noto che siamo vicini a una delle location presenti nella saga cinematografica John Wick, ovvero l’hotel Continental!
Nella realtà stiamo parlando dello storico ristorante Delmonico’s con sede in 56 Weaver St.
Ho visto spesso questo angolo di strada nelle varie scene del film e resto stupito di come chi segue la scenografia di un’opera cinematografica riesca a modificare la realtà per creare ciò che poi noi possiamo vedere al cinema.

Passando dal “set” alla metropolitana puntiamo in direzione di un’altra icona di New York: Coney Island!
Non è proprio vicinissima al centro di Manhattan ma fidatevi, vedere questo tratto di spiaggia e il suo adiacente lungomare che ospita uno dei più vecchi luna park d’America non ha prezzo!
Chiamata così a causa della grande popolazione di conigli che l’abitava (Konjn significa coniglio in olandese) risulta essere anche il primo luogo dove venne inventato l’hot dog e il primo ad ospitare un Luna Park.
Onestamente non avrei mai pensato di dirlo, ma passeggiare per il lungomare, osservare le persone in spiaggia e pranzare in uno dei tanti ristoranti che danno sul mare è stata una delle cose più caratteristiche del viaggio.
Proprio parlando di cibo qui troverete l’iconico Nathan’s Famous, la sede storica della compagnia di fast-food specializzata in hot-dog.

Se siete in visita durante una stagione calda però il mio consiglio è quello di fermarvi per un pranzo iconico in uno dei ristoranti sul lungomare.
Noi siamo stati catturati dall’atmosfera del Ruby’s Bar & Grill!
Un pranzo a base di hot-dog e frittura di pesce con birra locale ci ha regalato un’esperienza fuori dagli schemi, sì perché al contrario di quello che avrei pensato il locale era frequentato per lo più da persone del posto che si godevano il primo pomeriggio mangiando, bevendo e godendosi una partita di football su Fox Sports.

Usciti dal locale ci godiamo una camminata tra le giostre del vicino Luna Park, questo rimase in attività dal 1903 al 1946 quando venne raso al suolo da uno dei tanti incendi ma nel 2010 venne riaperto riprendendone il modello originale.
Oggi ospita moltissime giostre (di cui una gran parte sono di produzione italiana) e fa divertire adulti e bambini nel classico stile che solo un parco di divertimenti di questo genere può avere.

Inoltrandoci nella seconda parte del pomeriggio decidiamo di ritornare a Manhattan e qui dedichiamo un po’ di tempo alla semplice esplorazione a piedi.
New York ha così tanto da offrire ma a volte la miglior cosa è quella semplicemente di perdersi tra queste enormi vie e scoprire la città, il tutto senza tanti programmi.

Poco dopo l’ora del tramonto ci aspetta un altro appuntamento degno di nota, abbiamo prenotato una visita alla terrazza panoramica del Summit One.
Una volta arrivati mi accorgo che fin dalla hall il tutto si presenta come una vera e propria americanata: foto, video di presentazione e camminate sensoriali lungo corridoi bui per raggiungere gli ascensori.
Sembra quasi di essere a Gardaland!
Dopo i consueti 20/25 minuti saliamo sulla terrazza e vengo accolto da un’atmosfera del tutto diversa da quella del Top of the Rock!

L’intera visita si estende su una grande area chiusa posta su due piani e circondata da vetrate che danno la possibilità di osservare la città da varie prospettive.
Quest’area al chiuso è suddivisa in zone e ognuna di esse ha uno stile tutto suo dove non mancano suoni, luci stroboscopiche e altri effetti visivi; senza dimenticare poi la famosa stanza dove sarete circondati da palloni argentati gonfiati che vi svolazzeranno attorno.

Nella parte finale della visita avrete modo di salire su un’ulteriore terrazza panoramica all’aperto dove potrete godere di un cocktail bar e di comodi salottini pronti ad accogliervi.
A conti fatti l’esperienza è stata bella ma se mi chiedete di scegliere tra la terrazza del Rockefeller e questa sceglierei senza dubbio la prima.
Purtroppo il Summit One è la classica trappola per turisti e proprio a causa di quest’ultimi potreste vivere un’esperienza a metà!
La gente, almeno quella sera, era veramente troppa e anche se le viste sullo skyline sono mozzafiato potrebbero essere rovinate dai soliti cacciatori di selfie o dalle vetrate sporche a causa delle ditate di persone senza troppi pensieri.
Inoltre, se pianificate la visita di sera per fare delle foto notturne alla città vi consiglio altre terrazze panoramiche, ho notato che sulla maggior parte delle foto scattate non ho potuto evitare i fastidiosi riflessi delle luci sui vetri!

Riassumendo: a prescindere è stata un’esperienza degna di nota ma di sicuro non iconica come quella offerta da altre terrazze tipo il Top of the Rock o magari anche il The Edge dove ci si trova all’aperto.
Summit One offre un’esperienza diversa da queste, più incentrata sulle sensazioni e sull’atmosfera scenografica e suggerisco di prenotare magari durante il pomeriggio, troverete sicuramente meno persone e i vetri non vi daranno problemi con fastidiosi riflessi.


7° Giorno

Questa giornata vogliamo dedicarla al “prendercela comoda”.
Praticamente abbiamo visto quasi tutti i luoghi principali della città e vogliamo dedicare un po’ di tempo anche alla semplice esplorazione senza programmazione.

Prima tappa del giorno è la vicina Roosevelt Island, nota in precedenza come Welfare Island, questa venne usata in precedenza come sede di ospedali specialistici, asili e istituti correttivi.
Ancora oggi ospita centri del genere ma tra il 1980 e il 2000 sull’isola venne anche sviluppata una comunità residenziale.
Molti diplomatici stranieri hanno proprio residenza su quest’isola a causa della vicinanza con il Palazzo delle Nazioni Unite posto sull’East Side di Manhattan.
Qui abbiamo la possibilità di attraversare l’East River in un modo del tutto nuovo, ovvero sfruttando la funivia Roosevelt Island Tramway.

Questa si collega all’Upper Eastside parallelamente al ponte di Queensboro, il tragitto non dura molto e il costo è praticamente lo stesso di una corsa con la metropolitana.
Devo dire che vedere la città da questa prospettiva insolita è stato veramente bello, il tragitto taglia per le strade e attraversa i palazzi schivando le vetrate che danno su uffici e appartamenti.
Il tutto con una bella visuale dall’alto!

Scesi in strada prendiamo la metro per visitare il quartiere che ospita la Columbia University.
Una volta arrivati scopriamo però che l’unico modo per entrare nel complesso universitario è quello di essere uno studente o un lavoratore dell’università.
Oppure si può prenotare per tempo una visita guidata, purtroppo non avendolo fatto in precedenza abbiamo proseguito oltre.

Da qui passiamo proprio davanti all’enorme Cattedrale di Saint John the Divine, visitabile a pagamento.

Visto che siamo a metà mattinata ci sale un leggero languorino e perché non scovare qualche bakery che possa offrirci delle gustose donuts.
Durante la passeggiata troviamo una delle sedi di Super Nice Coffee and Bakery con le sue enormi ciambelle tipicamente glassate e super zuccherate!

La zona nord di New York ha molti luoghi iconici da offrire, basti pensare ad Harlem e al Bronx!
Camminando per i quartieri residenziali di Harlem si nota quanto questo luogo sia diverso dal centro di Manhattan, è tutto molto residenziale e meno “pompato” mentre le vie offrono parecchi spunti per la fotografia di strada! 
Sembra veramente di essere all’interno di uno dei tanti film o serie tv visti e rivisti.  
Noi però scegliamo di entrare da una delle entrate nord di Central Park e goderci nuovamente questo angolo di paradiso.

Il parco è abbastanza diverso rispetto alla parte sud, è tutto molto più tranquillo e non troviamo gli ammassi di turisti a cui siamo abituati.
Ogni volta che passeggio per questo enorme parco mi stupisco di come siano riusciti a creare lo stacco tra questa area verde e il caos della città.
Dopo circa mezz’ora a piedi e l’aver passato oltre il North Meadow e il grande specchio d’acqua centrale arriviamo ai campi da baseball del The Great Lawn. 
Qui mi soffermo a guardare un gruppo di amici che si godono la calda mattina mentre effettuano qualche lancio a football, il tutto con i grattacieli di Manhattan sullo sfondo.

Passiamo davanti all’enorme obelisco egizio in granito eretto nel 1881 in prossimità del Metropolitan Museum e poi ci dirigiamo verso il Belvedere Castle.
Questo capriccio architettonico troneggia sul lago delle tartarughe e fu progettato fra il 1867 e il 1869 per rinnovare il parco.
I piani originali prevedevano due torri ma i lavori non vennero mai ultimati e si decise di costruire un padiglione in legno al posto della torre occidentale.
Al suo interno potete trovare un piccolo negozio di souvenir originali dedicati a Central Park.

Usciti dal parco impostiamo Bryant Park come nostra destinazione, qui ci fermiamo per una veloce esplorazione al mega supermercato Whole Foods Market, un’altra catena di negozi che potrebbe esistere solo negli States.
Scopriamo che oltre ad essere un supermercato c’è anche un’area adibita a ristorante self service, abbiamo la possibilità di acquistare a peso ogni sorta di cibo già cotto e di gustarcelo su uno dei molti tavoli a disposizione.
Non perdiamo l’occasione di fare nostra anche questa esperienza e ci confondiamo tra i vari lavoratori in pausa pranzo!

L’intero pomeriggio lo dedichiamo a visitare l’iconico centro commerciale Macy’s e il quartiere Garment District che ospita la sede del New York Times.
Arriviamo a sera che ormai siamo cotti dai km percorsi a piedi e per cena si gustiamo una slice di pizza vicino a Times Square.

Ormai il penultimo giorno di viaggio è quasi concluso e anche se non abbiamo visitato grandi attrazioni il solo passeggiare per i quartieri di questa metropoli ci regala costantemente emozioni di egual misura.
Credo sia quasi impossibile annoiarsi in questa città, basta uscire per strada, aprire gli occhi e vi si pareranno davanti le scene più assurde.
Mi viene in mente una scena vissuta a Chinatown, stavamo camminando sul marciapiede e tutto d’un tratto ci troviamo davanti un convoglio di auto della polizia, furgoncini e auto nere da detective che sfrecciano a sirene spiegate per andare chissà dove per compiere chissà quale operazione.
Scene che solo nei film potremmo vedere… o semplicemente negli States!


8° Giorno

Mi soffermo ad osservare la stanza d’hotel per l’ultima volta, mi avvicino all’ernome vetrata in camera e ammiro per un’ultima volta il panorama che dà su Queensbridge e il lontano skyline di Manhattan.
Guardo e penso “Che città!” e ancora oggi, mentre scorro le foto scattate in quei giorni mi ritrovo a pensare la stessa cosa.

Lasciamo la stanza e i bagagli in reception, per prima cosa ci fermiamo per colazione in una delle sedi di Angelina Bakery dove ci riempiamo con una brioche e un cappuccino che in Italia avrebbero sfamato tre persone.
Una volta in strada ci incamminiamo per vedere le ultime cose che avevo segnato di visitare, primo fra tutti il Tudor Bridge!

Noto anche come Tudor City Overpass, è uno dei punti più fotografati della città e risulta essere un semplice ponte pedonale che offre però una vista sensazionale sulla 42° Strada e il Chrysler Building che si erge sullo sfondo.
Questo punto è diventato particolarmente famoso grazie al “perfect sunset” che avviene in determinati momenti dell’anno e si ha modo di osservare l’enorme globo solare calare e porsi proprio in centro 42° Strada tra i palazzi durante il tramonto.


A pochi passi dal Tudor si ha anche la possibilità di dare uno sguardo all’enorme sede delle Nazioni Unite di New York.
Per puro caso, durante tutta la nostra permanenza, era in corso l’assemblea generale di quest’ultime e tutta la città era un fremito di convogli con scorta, auto della polizia e gruppi dei Servizi Segreti in tenuta che camminavano per i marciapiedi, una vera atmosfera fuori dalla normalità.
Ma dopo tutto, cosa è la normalità per un newyorkese!

Ormai non ci resta che un’ultima chicca da visitare, la Morgan Library, un vero must to do per gli amanti dei libri.
Molto nota ai newyorkesi, forse un po’ meno ai turisti, si tratta di un’enorme collezione privata – museo costruita nel 1902 dal famoso banchiere J.P. Morgan.
La collezione raggruppa una moltitudine di oggetti d’arte, dipinti, libri antichi e manoscritti originali provenienti da tutto il mondo e da varie epoche.
La visita è stata veramente interessante, non solo per l’esposizione ma anche per il palazzo in sé, un’opera d’arte fine a se stessa.

Ormai non ci resta che ritornare in hotel a prendere i bagagli per dirigerci verso l’aeroporto.
Mi godo l’ultima camminata nel quartiere che ci ha ospitato per una settimana e l’ultima corsa in metro.
Dal finestrino di quest’ultima osservo gli stessi quartieri che avevo visto all’arrivo e ora credo di comprendere maggiormente questa città plasmata negli anni dalle persone che ci abitano e dalla magia che la circonda.

Ma dopo una settimana di viaggio cosa posso dire di questo angolo di mondo?

Se qualcuno dovesse chiedermi “Ma vale la pena visitarla?”, direi di SÌ senza ombra di dubbio.
Questa metropoli è unica nel suo genere e concede a chi la visita delle atmosfere che solo qui potreste trovare.
L’energia che si fiuta in ogni angolo della città, gli enormi e moderni grattacieli che lanciano la sfida a quelli più storici, Central Park, il traffico incessante e gli abitanti stessi…
Ce ne sono veramente troppi di motivi per dare una chance a New York e prenotare un volo.

Qui ho vissuto emozioni mai provate prima e visitare un luogo del genere può cambire la prospettiva con cui guardiamo molte cose e sicuramente può arricchire il nostro “bagaglio”.
Se volete un viaggio che vi saprà regalare ricordi indelebili per il resto della vostra vita, fidatevi… acquistate quel biglietto per JFK!