Benvenuti a Istanbul, la città dove due continenti si incontrano e si fondono in un intreccio di storie, suoni e profumi che rapiscono i sensi.
Tra le vecchie strade, è ancora possibile incontrare piccoli artigiani al lavoro nelle botteghe a vista, il passato si mescola con il presente in un mosaico culturale che si respira in ogni angolo della città.
Dal ritmo vivace e chiassoso dei mercati, alle silenziose ma imponenti moschee, ogni angolo di questa metropoli racconta una storia millenaria che aspetta solo di essere scoperta.
Così voglio ricordare quest’ esperienza che abbiamo vissuto nel mese di maggio 2025, dopo un viaggio di 5 giorni in Cappadocia.
A mio avviso, tre/quattro giorni sono più che sufficienti per lasciarsi catturare dall’anima di questa città. Saranno giornate di esplorazione tra bazar colmi di spezie e tessuti, di pause rilassanti sorseggiando un tè lungo il Bosforo, e visitando palazzi e moschee dal fascino senza tempo.

TIPS
Clima
Istanbul ha un clima mediterraneo con estati calde e umide e inverni freschi e piovosi.
La primavera e l’autunno sono i momenti migliori per visitarla: le temperature sono miti e il clima più stabile, perfetti per passeggiare senza soffrire né il caldo né il freddo.
L’estate può diventare afosa, mentre l’inverno porta pioggia e qualche giorno di freddo, anche se raramente si scende sotto lo zero.
Proprio a proposito di pioggia, durante il nostro soggiorno a maggio, abbiamo trovato un fine settimana piuttosto piovoso.
Vi consiglio di portare un k-way o un ombrello, vi saranno molto utili!
Trasporti
È possibile arrivare a Istanbul in diversi modi.
Ho avuto modo di conoscere persone che sono andate in Turchia con il camper e in moto direttamente dall’Italia, ma se avete a disposizione solo una settimana e non volete fare un’ avventura on the road, l’opzione migliore rimane sempre l’aereo.
Noi siamo partiti dall’aeroporto di Bergamo con la compagnia Fly Pegasus.
Istanbul è connessa a tutti gli aeroporti Italiani ed europei, essendo un Hub di scalo principale per chi viaggia verso l’oriente.
Sono presenti due aeroporti:
Istanbul (IST): l’aeroporto principale, situato a circa 40 km dal centro della città, e Sabiha Gökçen (SAW): situato sulla sponda asiatica, la distanza è maggiore rispetto a IST; quindi, il viaggio verso il centro città può richiedere circa 1 ora o più, a seconda del traffico.
Per spostarsi da entrambi gli aeroporti, la rete di trasporti pubblici è estremamente efficiente e ben ramificata.
Tram, metro, autobus e traghetti sul Bosforo sono le classiche opzioni da città ben collegata, che vi permetteranno di raggiungere ogni zona della città, o in alternativa potrete usare anche:
TAXI:
Il modo più rapido e comodo, considerando i circa 45 km di strada.
Questa opzione è la più costosa, soprattutto durante le ore di punta, a causa del traffico intenso che spesso caratterizza Istanbul.
Per chi preferisce i servizi di ride-sharing, sono presenti le app come BiTaksi e Uber, molto usate in città.
BUS:
Un’alternativa più economica e frequente è l’autobus navetta Havaist, che collega l’aeroporto con diverse zone centrali come Sultanahmet, Taksim e altri quartieri.
Quest’ opzione è molto conveniente e permette di godersi il panorama durante il tragitto.
METRO:
Noi abbiamo utilizzato la metropolitana dall’aeroporto di Istanbul, arrivando alla stazione di Yenikapı, grazie alla linea M1 che collega direttamente l’aeroporto internazionale all’interno della rete metropolitana.
Grazie all’acquisto della Istanbulkart, una tessera ricaricabile acquistabile all’ingresso della metro, gli spostamenti sono semplici e convenienti.
Una volta acquistata questa tessera, la potrete utilizzare su tutti i mezzi pubblici della città.
Dove dormire
Scegliere la zona giusta è fondamentale per vivere al meglio questa città.
Istanbul è un mosaico di quartieri con caratteristiche uniche.Noi Abbiamo soggiornato al Lovely History a Fatih.
L’hotel era molto carino e autentico, ma il quartiere in sé non ci è piaciuto molto, in quanto caotico e meno curato rispetto ad altre zone più moderne e turistiche.
La posizione dell’hotel permette di raggiungere facilmente attrazioni come la Moschea di Sultanahmet e il Grand Bazaar, ma risulta meno comoda se cercate un’area più vivace, soprattutto alla sera.Vi consigliamo quindi di soggiornare nella zona di Taksim, il cuore pulsante di Istanbul, con la sua Istiklal Street, viale dei negozi, ristoranti e locali di musica dal vivo, bella da vivere soprattutto alla sera.
Il nostro Tour
1° Giorno
Dopo il check-in in hotel, siamo subito partiti alla scoperta della città.
Ad essere sinceri, il primo impatto – soprattutto dopo l’atmosfera quasi surreale della Cappadocia – è stato piuttosto… diverso.
Traffico, clacson, venditori ambulanti ovunque: la zona di Fatih ci è sembrata fin da subito caotica, soprattutto rispetto agli standard che ci saremmo aspettati, provenendo da una zona più rurale della Turchia. Eppure, ci è bastato un solo giorno per ambientarci e iniziare ad apprezzare tutte queste diversità, per noi nuove ma incredibilmente affascinanti.
La nostra prima tappa è stato il famosissimo Grand Bazaar di Istanbul, uno dei mercati coperti più grandi e antichi al mondo.




Con i suoi 45.000 m² di superficie, preparatevi a perdervi in un vero e proprio labirinto: 65 vie interne, 3600 negozi, ingressi e uscite ovunque.
Costruito nel 1455 per volere di Maometto II, nel corso dei secoli il bazar si è espanso grazie alla nascita di numerosi laboratori artigianali, dando vita all’intricata rete di vie che conosciamo oggi.
Oltre a tappeti, spezie e oggetti di artigianato turco, siamo rimasti particolarmente colpiti dalla quantità di abiti e accessori “griffati”… se possiamo dire cosi, di dubbia provenienza.
Preparatevi al mal di testa che vi verrà presto, a forza di essere chiamati ed invitati ad entrare nelle botteghe. Un giro al Grand Bazaar è una tappa imprescindibile e super consigliata.
Dopo il caos vissuto lungo il Bazaar, ci siamo incamminati verso uno dei luoghi simbolo di Istanbul: la Moschea di Solimano (Süleymaniye Camii), che grazie alla sua posizione rialzata domina la città dall’alto, offrendo già da lontano uno spettacolo maestoso.
Voluta da Solimano il Magnifico e progettata dall’architetto più celebre dell’Impero Ottomano, Mimar Sinan, questa moschea è molto più di un semplice edificio religioso: è un’opera d’arte perfettamente inserita nel paesaggio urbano.
Il grande cortile, gli archi, i minareti che si stagliano nel cielo e la quiete che si respira lungo i giardini esterni, luogo ideale per rilassarsi, creano un contrasto piacevole rispetto al trambusto delle vie sottostanti. Gode inoltre di una vista spettacolare sul Corno d’Oro, con i tetti di Istanbul che si perdono all’orizzonte. Anche solo soffermarsi a osservare il panorama, rende la visita alla Moschea di Solimano un’esperienza da ricordare.
Lasciandoci trasportare alla scoperta dei quartieri e delle vie Turche, è giunta velocemente sera.
Dopo una giornata girovagando tra il mercato e la moschea, ci siamo concessi una passeggiata rilassante, lasciandoci guidare dalla luce del tramonto che pian piano cedeva il passo alle luci della sera. Dalla piazza, illuminata in modo suggestivo, si stagliava la silhouette elegante della Laleli Camii, una splendida moschea barocca ottomana che ci ha subito colpiti per la sua architettura e anch’essa per la posizione leggermente rialzata.

Abbiamo continuato la serata passeggiando tra negozietti e locali frequentati soprattutto da gente del posto, e ci siamo fermati a cenare in uno dei tanti ristoranti tradizionali della zona.
Atmosfera accogliente, piatti tipici.
Il modo perfetto per chiudere la nostra prima giornata in città.
2° Giorno
Dopo una colazione “Occidentale” a base di pancakes e caffè (che tanto ci mancava dopo quasi una settimana di colazione turca a base di pomodori, cetrioli e affettati), ci siamo diretti verso il parco Sultan Ahmet.
Situato tra la Moschea Blu e la Basilica di Santa Sofia, Sultan Ahmetè uno dei punti più iconici della città.




Sono rimasto molto colpito dalla cura del parco, con aiuole fiorite, fontane, vialetti alberati e panchine su cui sedersi a riposarsi. Durante la nostra passeggiata, ci siamo trovati davanti all’imponente ingresso del Topkapı Sarayı, l’antica residenza dei sultani ottomani.
Solo attraversare i suoi giardini esterni e costeggiare le alte mura è bastato per percepire la grandezza e il fascino di questo luogo carico di storia. Costruito nel XV secolo da Maometto II, il palazzo occupa una posizione strategica affacciata sul Bosforo, sul Corno d’Oro e sul Mar di Marmara.
Ci siamo soffermati a osservare i dettagli dell’ingresso, il via vai dei visitatori, l’atmosfera rarefatta di quel luogo che per secoli è stato il centro del potere dell’Impero Ottomano.
La tappa successiva è stata la Basilica Cisterna, una tra le esperienze chiave della giornata.
Costruita nel VI secolo sotto l’impero di Giustiniano, questa enorme cisterna sotterranea era destinata a raccogliere e conservare l’acqua per il palazzo imperiale.
Oggi è uno degli ambienti più suggestivi della città: un’enorme sala, sostenuta da 336 colonne, illuminate da luci scenografiche soffuse che riflettono l’acqua ancora presente.
Appena entrati, si viene colpiti dall’umidità nell’aria e da quella sensazione quasi di aver scoperto qualcosa di segreto, che solo luoghi come questi riescono a trasmettere.
Tra i punti più famosi ci sono le due teste di Medusa scolpite alla base di due colonne.
Nessuno sa con certezza perché siano lì, né perché una sia posizionata capovolta e l’altra di lato… ed è proprio questo alone di mistero a rendere l’esperienza ancora più affascinante.Il nostro consiglio è quello di acquistare il biglietto online (disponibile anche su Get Your Guide) per evitare le lunghe code che si possono creare all’ingresso.





Dopo aver visitato la Basilica, ci siamo fermati nel parco che avevamo visto in precedenza, dove ci siamo concessi una sorta di “picnic”, assaporando alcune delle delizie proposte dai venditori ambulanti che si trovano lungo la piazza.
Con l’occasione abbiamo assaggiato il Simit: una ciambella ricoperta di semi di sesamo, che può essere farcita in diversi modi, sia dolce che salato.
Per il team salato: si può gustare con formaggio speziato o con verdure; per il team dolce, invece, si può farcire con la tipica crema turca… o con la Nutella!
Con pochi spiccioli avrete un pasto completo, versatile e amatissimo da chiunque visiti la città, perfetto per prendersi una breve pausa e ricaricare le pile. Un po’ per smaltire le calorie del Simit alla Nutella, un po’ per ripararci dal sole del primo pomeriggio, approfittando anche della vicinanza, abbiamo deciso di visitare il Parco Gülhane.
Considerato uno degli spazi verdi più belli e tranquilli di Istanbul, questo grande giardino era un tempo il parco privato dei sultani, oggi invece è un luogo aperto a tutti, dove cittadini e turisti si mescolano tra viali alberati, fontane e aiuole curate, respirando un po’ di aria fresca e serenità.
Lungo i sentieri troverete moltissime panchine all’ombra degli alberi, ma anche tanti prati dove potrete sedervi, e perché no… sdraiarvi sull’erba.


Una volta ripartiti, abbiamo attraversato il parco lungo il suo viale principale, e siamo sbucati al Parco İBB Sarayburnu, una zona meno turistica – e forse proprio per questo ancora più affascinante.
Qui, con il rumore delle onde del Mar di Marmara in sottofondo, si incontrano pescatori tranquilli, famiglie locali e una brezza marina che rende l’atmosfera davvero rilassante e caratteristica.
I panorami sono splendidi: da un lato si scorge il ponte di Galata con la sua torre, dall’altro si osserva il traffico lento delle navi che attraversano lo stretto, in una cornice perfetta per prendersi una pausa dal caos cittadino.
Intorno alle 15:30, orario di apertura al pubblico (durante la preghiera del venerdì), abbiamo visitato la Moschea Blu, davanti alla cui maestosità è difficile rimanere indifferenti.

La moschea prende il nome dai meravigliosi rivestimenti in ceramica di Iznik all’interno, famosi per le loro tonalità di blu, anche se il suo vero nome è Sultanahmet Camii, in onore del sultano che la fece costruire all’inizio del XVII secolo.
Tra il canto del muezzin, i suoni della piazza e il via vai continuo di persone, la Moschea Blu è uno di quei luoghi che non si dimenticano facilmente, non solo per la sua bellezza architettonica, ma soprattutto per il senso di pace che riesce a trasmettere anche nel cuore di una metropoli vivace come Istanbul. Una volta entrati, la parola che ci è venuta in mente è stata semplicemente “WOW”..



Le pareti, decorate con oltre 20.000 piastrelle di ceramica di Iznik, dalle tonalità di blu e turchese, formano intricati motivi floreali e geometrici, che rendono l’effetto quasi ipnotico.
La luce naturale filtra delicatamente attraverso le oltre 200 finestre colorate, donando all’ambiente un’atmosfera magica, sospesa tra spiritualità e arte.
Nel tardo pomeriggio ci siamo spostati nel lato asiatico della città, attraversando così il Ponte di Galata.
Il Ponte detto anche (Galata Köprüsü) è infatti uno dei simboli di Istanbul.
Lungo 490 metri, collega il centro storico alla parte moderna della città, attraversando il Corno d’Oro.
Costruito nella sua forma attuale negli anni ’90, è un ponte basculante con corsie per auto, tram e ampi marciapiedi pedonali.
Oltre a essere un importante snodo urbano, è anche un luogo ricco di fascino: lungo il livello inferiore si trovano numerosi bar e ristoranti dove gustare pesce fresco e ammirare il panorama sul Bosforo.
Sul ponte, troverete inoltre numerosi pescatori che gettano le loro lenze, creando una scena piuttosto pittoresca.
La sera, il ponte è illuminato, e crea davvero una bella atmosfera! Una volta oltrepassato si arriva facilmente alla Torre di Galata.

Situata in cima ad una collina nel quartiere di Beyoğlu, venne costruita nel 1348 dai genovesi come torre di avvistamento, oggi è un punto panoramico privilegiato, da cui si può godere una vista a 360° su Istanbul, sul Bosforo, sul Corno d’Oro e sulle moschee che punteggiano l’orizzonte.
Nei dintorni, sono presenti diverse caffetterie, ristoranti e locali alla moda. Proprio a pochi passi dalla Torre di Galata, ci siamo fermati a cena da Nusr-Et Burger, il fast-casual del celebre chef turco Salt Bae.


Con i tavolini all’aperto e una vista diretta sulla Torre illuminata, il locale è perfetto per una pausa gustosa. Qui è possibile gustare la famosa carne d’orata e diversi tagli pregiati, ma anche una selezione di hamburger davvero invitanti e con dei prezzi nella media.
Noi abbiamo optato per questi ultimi… e che dire: gustosi, abbondanti, con carne di ottima qualità e salse saporite (forse il miglior burger di sempre… )
Ma in fondo, da un locale firmato Salt Bae, c’era da aspettarselo. Complice la location “famosa”, e la magia della sera che calava su Istanbul, è stato un modo perfetto per concludere la giornata tra storia, panorami e sapori; e perché no… anche con qualche nuova amicizia: abbiamo infatti conosciuto due ragazzi molto simpatici con cui abbiamo poi passato la serata tra chiacchiere e risate, tanto da decidere di prenotare insieme una crociera sul Bosforo per il giorno successivo.
Dopo cena abbiamo fatto ritorno verso il lato europeo di Istanbul, ed è stato il momento perfetto per scattare qualche foto: la vista notturna del Ponte di Galata illuminato, con la Moschea Blu sullo sfondo, è stata davvero spettacolare!


3° Giorno
Ahimè, l’ultimo intero giorno a Istanbul è stato rovinato dal brutto tempo.
Una pioggia davvero incessante si è abbattuta sulla città per tutta la mattinata e gran parte del pomeriggio, limitandoci a vedere davvero poco.
Al mattino, abbiamo approfittato del maltempo per visitare con “calma” il Gran Bazaar e per comprare qualche ricordino. Appena la pioggia ci ha concesso una tregua, ci siamo messi in cammino costeggiando il Bosforo, fino ad arrivare davanti a uno dei palazzi più eleganti e scenografici di tutta Istanbul: Dolmabahçe Sarayı.
Impossibile non rimanere colpiti dalla sua facciata bianca che si riflette sull’acqua.Costruito a metà del XIX secolo, fu la nuova residenza dei sultani ottomani, pensato per stupire e competere con i fasti delle corti europee. Il palazzo fonde stile barocco e neoclassico con elementi dell’arte ottomana, pensate che dispone di oltre 280 stanze!
Alle 18:00 ci aspettava il traghetto per una crociera sul Bosforo con i nostri nuovi amici conosciuti il giorno precedente, ed è un’esperienza che vi consiglio vivamente.








Può essere prenotata facilmente presso i ticket office situati nella zona di Kabataş (vedi posizione su Google Maps), oppure comodamente online su GetYourGuide, dove potrete scegliere tra le opzioni diurne o al tramonto.

La crociera ha una durata di circa 2 ore e ci ha permesso di navigare il Bosforo tra Europa e Asia, ammirando le meraviglie architettoniche che si affacciano sullo stretto: dal Palazzo Dolmabahçe alla Moschea Ortaköy, dal Ponte sul Bosforo fino alla romantica Torre della Fanciulla.
Un’esperienza rilassante, suggestiva e perfetta per chi vuole vedere Istanbul da una prospettiva diversa, immersi nella luce dorata del tramonto e nel fascino senza tempo del Bosforo.
Conclusa la crociera, dopo una ventina di minuti di cammino, ci siamo diretti verso Piazza Taksim, il cuore pulsante della Istanbul moderna.
Qui si concentrano negozi, caffè, ristoranti, teatri e locali notturni, rendendo la piazza un luogo ideale sia per lo shopping che per la vita mondana.
Al centro dell’enorme piazza si erge il Monumento della Repubblica, dedicato alla fondazione della Repubblica Turca, simbolo di modernità e rinnovamento, mentre sullo sfondo, si staglia la nuova Moschea di Taksim, che arricchisce il panorama urbano con la sua architettura ispirata allo stile ottomano classico.



Dopo aver goduto del panorama e scattato numerose foto, ci siamo inoltrati lungo Istiklal Caddesi, una lunga via pedonale dedicata allo shopping, che mi ha ricordato un po’ le lunghe vie dello shopping di Vienna.
In questa zona abbiamo cenato in un ristorante italiano, spinti da un’insaziabile voglia di cibo mediterraneo, finendo così da ANTIQUE PIZZERIA, dove non abbiamo sentito minimamente la nostalgia di casa: la pizza era veramente ottima!
Ahimè, l’ultimo giorno era ormai terminato e non siamo riusciti a vedere tutto ciò che avevamo in programma.
Fortunatamente, nel tardo pomeriggio il tempo si è stabilizzato, permettendoci di salvare in parte la giornata. Non siamo però riusciti a visitare le splendide vie ebraiche di Balat e Fener che avevamo in programma, ma i nostri amici ci sono andati il giorno successivo. Dopo aver raccontato loro del nostro blog, e vedendoci un po’ amareggiati per l’impossibilità di vederle, ci hanno inviato delle foto realizzate appositamente per Earthtrails, e per questo motivo ci tengo a ringraziarli davvero molto anche in quest’articolo!











Se sarete più fortunati di noi, vi consiglio di vedere Balat e Fener, due dei quartieri più autentici e affascinanti di Istanbul. Dalle case colorate alle sinagoghe storiche, dalle antiche chiese alle strade acciottolate, camminare qui significa immergersi nella storia.
Inoltre, questi luoghi sono ancora poco frequentati dal turismo di massa, offrendo un’esperienza genuina e suggestiva.
Ahimè il tempo qui è passato davvero molto velocemente, tanto che è giunta prestissimo l’ora di tornare a casa! Siamo stati a Istanbul solamente due giorni e mezzo, considerando il maltempo.
Ma ci ha subito colpito.
È una città che non smette mai di sorprendere, dove passato e presente si mescolano in modo unico, tra cultura, storia e vita di tutti i giorni, e i locals sono super solidali e curiosi di conoscervi.
Anche se il tempo non è stato sempre dalla nostra parte, fare nuovi incontri ha reso il viaggio ancora più speciale. Speriamo che il nostro racconto vi invogli a scoprire Istanbul con curiosità e a lasciarvi sorprendere come abbiamo fatto noi.
Buon viaggio e alla prossima avventura con Earthtrails!
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